lunedì 29 settembre 2008

Pescata sulla secca del Tinetto

Vittò mi dice, cosa ne diresti di un giretto in barca?
Logicamente non capisco... e gli dico andiamo a pescare ...accetta di buon grado e così dopo un lunedì niente male (sul lavoro), alle 5 ci troviamo alla barca...

Tempo di partire e volando letteralmente sull'acqua in... 20 minuti siamo sulla secca del Tinetto.
In realtà ero partito per fare la Punta del Tino ma strada facendo il pensiero della secca si era insinuato nel cervello e quando è così bisogna dare retta all'istinto...

Ancoriamo a ridosso del Tinetto visto che c'è un pò di vento, non facciamo in tempo ad ancorare e sono già in acqua...è già troppo tempo che non pesco e la voglia è tanta, lascio la boa a Vitto e inizio subito l'ambientamento, faccio qualche tuffo e mi accorgo di essere un pò pesante mi tolgo un chilo e già va meglio.
Scendo a provare la pesata e mi metto all'aspetto, le castagnole sono talmente tante che mi distraggono ma dal blu ecco che arriva qualcosa ...una riccioletta sola soletta, non è molto grande ma posso provare un tiro, sono a corto di aria e con un po di fretta premo il grilletto, l'asta penetra nella ricciola appena dietro le branchie ma troppo in basso dove la carne è tenera, so già che la perderò, ma quando, con una scodata si stacca una bestemmia è il minimo sindacale.

Inizia male...non ho ancora rotto il fiato, le apnee sono mediocri, il primo tiro è andato male...cerco la calma...inizio a fare tuffi poco profondi girano dei muggini ma non li sparo, provo a sprofondare, prendo bene aria e inizio la discesa, sono sul muro della secca scendo fino al primo gradone e mi apposto, c'è una forte corrente da ovest, mi sembra di stare bene scruto nel blù e come un miraggio mi appaiono 4 ricciolette sono a favore di corrente, quando sono a tiro si girano, non aspettavo altro...neppure miro, premo sul grilletto e l'asta questa volta si infila in un punto sodo...
Questa non la perdo mi dico, risalgo mentre la ricciola si dibatte, la metto nel porta pesci e sono felice...
Finalmente inizia a girare...la corrente aumenta e porta un pò di torbido, sono sotto il basamento della madonna (che è sdraiata a 15 metri di profondità), mi tuffo e mi mantengo accostato alla parete, passano alcuni muggini, non mi interessano, mi ci vorrebbe un bel saragone, ma nemmeno l'ombra, sto per risalire quando mi fanno visita le 3 ricciolette superstiti mi tornano a tiro e provo a sparare ormai sono a corto di aria ma il dardo fà centro e siamo a due...risalgo, mentre Vitto si avvicina, mi accorgo dalla sua espressione che si stà divertendo anche se non ha ancora preso niente, continuo a pescare mentre la corrente aumenta e l'acqua si fa sempre più torbida riesco a mettere nel portapesci altre 2 ricciolette prima che Vittò mi chiami per rientrare in porto.

Risalgo in barca e quel punto mi accorgo di avere una espressione diversa, sto meglio, tutte le tensioni quotidiane sono passate, sono in pace con il mondo e con me stesso, questa è la magia dell'apnea e della pesca in apnea...

Partiamo...la pescata è finita, con Vitto ci scambiamo opinioni e sensazioni, mentre alle spalle abbiamo un tramonto mozzafiato che saluta la giornata appena passata ...

Voglio ringraziare Vitto per il meraviglioso pomeriggio passato in acqua....

2 commenti:

ilaria - anguilla elettrica ha detto...

Mi sembrava di esserci!
Il blu, le castagnole...la corrente..bellissimo sentire raccontare un tuffo che io faccio con le bombole dal punto di vista del pescatore!
E soprattutto la descrizione delle sensazioni del dopo pesca....saresti stato felice anche se nel porta pesce non ci fosse stato niente!
Il mare si porta via tutte le tensioni della giornata e ti fa tornare sereno!

Vittorio (Archimede) ha detto...

Sono io quello che ti deve ringraziare del magnifico pomeriggio.
Ricordi cosa dicevamo del mare e della libertà? è stata una bellissima giornata .L'unica nota negativa è che hai pescato solo tu; ma questo è solo un particolare ininfluente.
Grazie ancora maestro!
Ciao.