venerdì 31 ottobre 2008

PINNE (dure medie o morbide?)

Dopo il post dell'Anguilla Elettrica (alias Ilaria) volevo continuare a parlare dell'attrezzo più importante per l'apneista le PINNE.


Spesso mi è capitato di sentire discussioni e prese di posizione sulla durezza delle pinne e sui benefici dell'una o dell'altra scelta e tutte le posizioni sembrano GIUSTE e fondalmentalmente lo sono!!!

Infatti non è la pinna in se che va considerata ma la somma di pinna e gamba, più in generale il connubio pinna-subacqueo, mi spiego.
La solita pinna ha comportamenti diversi se indossata da diversi atleti in quanto ognuno ha leve (ossa, muscoli, conformazione fisica) diversa.
Mi chiederete, come possiamo scegliere la pinna giusta?

Per prima cosa provando pinne con profili, durezze e marca diversi, detto questo ci sono alcune regole che possono aiutare nella scelta e nel giudizio, sicuramente molto empiriche e non sempre giuste ma abbastanza condivise.


Normalmente un longilineo preferirà pinne medio-morbide che assecondano il movimento di lunghe leve non affaticando la muscolatura.
Viceversa un brevilineo preferirà pinne medio-dure più potenti dello scatto e supportate da una muscolatura potente e da leve corte.
Sembrerebbe tutto molto semplice ma purtroppo non è così, infatti anche l'uso condiziona le preferenze, infatti un apneista puro preferisce pinne morbide che consentono un minimo sforzo muscolare a fronte di una pinneggiata fluida e redditizia in discesa, focalizza la prestazione a pochi tuffi con ampi recuperi, la pesata è studiata per la quota operativa e nello stacco dal fondo non c'è apprensione essendo allenato e tranquillo nel recupero della velocità di risalita.

Al contrario nella pesca sub la preferenza và a pinne medio-dure che consentono discese potenti ma a scapito del consumo di ossigeno e quindi di tempo di apnea, di stacchi dal fondo altrettanto potenti dettati dal recupero della preda e dalla sensazione di accelerazione nella riemersione, i tempi di recupero sono brevi, quindi è preferita una pinna molto reattiva nel breve periodo.

Logicamente anche in questo caso chi fà la differenza è la muscolatura e l'allenamento: gestire pinne hard provoca contratture e crampi soprattutto in chi stà in acqua per molte ore.

Attualmente quasi tutti i produttori hanno 3 tipi di pinna MORBIDE-MEDIE-DURE con vari profili ed allestimenti, non esiste la pinna per tutti quindi per aumentare le nostre prestazioni sia in apnea che in pesca la cosa migliore è quella di provare le varie alternative, per valutare la combinazione migliore per l'utilizzo che ne volete fare.

Un consiglio quando provate le pinne non fatelo mai soli, il nostro compagno ci può vedere, consigliare e correggere negli errori di pinneggiata che le varie durezze di pinna possono esaltare, e soprattutto non facciamo ...MAI APNEA da SOLI....


giovedì 30 ottobre 2008

Pinne nuove!!!

Ciao a tutti!
Ieri sera grande serata in piscina a Sarzana!!
Ho provato le mie pinne lunghe!! Che spettacolo...e soprattutto nuove sensazioni bellissime!!
All'inizio ho fatto qualche vasca in superficie...giusto per prendere confidenza con la lunghezza delle pinne e sentire se i piedi calzavano bene la scarpetta...tutto a posto e allora ho cominciato a concentrarmi sulle nuove sensazioni che mi arrivavano....2 colpi di pinna...capovolta e eccomi sospesa a fluttuare dentro l'acqua....nessuna fatica...le pinne erano un tutt'uno con le mie gambe...come se le avessi sempre avute ai piedi!!
Ero in un mondo tutto mio...isolata da tutto e da tutti...l'unico rumore che sentivo era quello delle pinne che si flettevano...un suono nuovo ma bello e piacevole...vi sembrerà stupido ma mi faceva pensare alle "voci" dei delfini!!
Le sensazioni più belle le ho avute quando ho cominciato a nuotare in apnea a delfino...avvolta nell'acqua...nel mio silenzio...e a occhi chiusi..sentire il corpo scivolare..l'energia che dall'ombelico si trasmette in tutto il corpo...non avere necessità di respirare perchè stai bene lì dove sei!!
Non ci sono parole per spiegare la miriade di sensazioni che ho provato in quest'ora di piscina!!
Sensazioni così belle e uniche che non vedo l'ora di tornare in piscina...e soprattutto andare in mare per respirarle ancora più forte di ieri sera!!
Naturalmente dalla prossima volta comincerò a "studiare" meglio il movimento e mi farò correggere gli errori che sicuramente ci sono...ma ieri sera dovevo giocare nell'acqua!!

Prima di chiudere voglio ringraziare con tutto il cuore Ale-Gavriol che mi ha fatto scoprire le pinne lunghe e mi sta aiutando a vivere e amare fino in fondo l'apnea....GRAZIE GRAZIE GRAZIE!!

Costruzione Arbalete Artigianale By Guido

Ciao a tutti, finalmente riesco a trovare il tempo per scrivere nel blog. Oggi vi spiegherò "brevemente" la costruzione della mia prima arma subacquea, l'arbalete SPHYRAENA 90. Prima di tutto se si inizia bene si finisce ancor meglio senza problemi; quindi bisogna capire quale fucile vogliamo realizzare, con un piccolo progetto esattamente con carta e matita, iniziamo ad entrare nella costruzione facendo vari schizzi, per poi arrivare al disegno definitivo con le dovute misurazioni: cominciamo una scelta molto importante; il LEGNO. Nel mio caso ho usato listelli di teak, quindi stiamo parlando di lamellare, non di monoblocco. Il legno scelto a mio giudizio è uno dei migliori per la costruzione, vi spiego il perchè: molto robusto, ottimo riguardo alla mancanza di infiltrazioni d'acqua (deve essere stagionato), molto rigido, bellissimo dal punto di vista estetico e di buona lavorazione, anche se bisogna andarci cauti con raspa e fresa (tende a spaccare). Per prima cosa bisogna disporre del legno, grezzo ancora da piallare o piallato da qualche falegnameria oppure listelli da bricolage già piallati, anche se quest'ultima scelta non è la migliore perchè quasi sempre sono legni giovani, sempre svirgolati e fuori squadra. Nel mio caso grezzo quindi piallato da me. Cerchiamo di fare i listelli in squadra, il legno non è l'alluminio o il carbonio, ma soggetto a movimento o spaccature. Dopo di che avviene l'incollaggio dei listelli con resina epossidica, quindi anche la scelta del numero, due tre quattro ... I listelli vanno posti equidistanti l'uno dall'altro con una dovuta pressione. Attendiamo un pò di giorni fino a che la resina non sia ben asciutta e che faccia il suo lavoro. Terminata questa fase dopo i dovuti ritocchi eseguiamo con la fresatrice la scanalatura centrale (il guida asta) assicurandosi che sia ben centrata con il pezzo. Fatto questo eseguiamo lo scasso dove alloggeremo il nostro meccanismo di scatto, con le dovute attenzioni: per fare questo bisogna procurarsi lo scatto, in modo da verificare le misure della cava e delle spine di aggancio. A questo punto eseguiamo il foro nella volata dove alloggeremo il nostro elastico circolare, e poi lo scasso/cava per fissare la nostra impugnatura. Un'altra parte importante viene adesso, bisogna creare il nostro profilo del fucile; la forma del fusto. Possiamo partire da una forma elittica oppure ad osso di seppia. In ogni caso qualsiasi profilo ha dei pregi e dei difetti, che valuteremo secondo le nostre tecniche di pesca. Arrivati a questa fase bisogna fare la nostra impugnatura, quindi procuriamo una tavola di legno (dello stesso legno oppure di un'altro tipo) dove disegneremo la sagoma. Io ho adattato l'impugnatura alla forma della mia mano, in modo da avere una presa più naturale possibile, quindi un buon controllo dell'arma. Personalizzare l'impugnatura significa rendere il nostro arbalete difficilmente scambiabile con i nostri amici, a meno che la forma della mano si avvicini alla nostra. Eseguite tutte le fasi che ho descritto, abbiamo tutto il necessario per assemblare il nostro arbalete. Per finire resiniamo con l'epossidica tutto l'esterno del fucile, almeno due o tre mani, facendo asciugare bene la resina e intervallandola con carta abrasiva tra una mano e l'altra. Ultima cosa, usare una vernice poliuretanica, incolore, satinata o lucida per una finitura più brillante e accurata. Non dimentichiamoci di fare un tuffo nel nostro amico mare, così vedremo che cosa abbiamo creato e verifichiamo il tutto.
L'arbalete creato è stato costruito con molta passione, come la passione per la nostra apnea e il fantastico mondo della pesca subacquea.
Guido


Sotto vi metto un pò di foto cosi vedete le varie fasi del f
ucile.







domenica 26 ottobre 2008

Risultati del Mondiale di pesca in apnea

Si è concluso il Mondiale di Pesca in apnea, svoltosi a Isla de Margarita in Venezuela.
Lo spagnolo Joseba Kerejeta si è laureato Campione del Mondo 2008, seguito dal profondista greco Loannis Sideris e dal pluricampione mondiale (anche lui spagnolo) Pedro Carbonell. Quarto posto per il nostro Maurizio Ramacciotti. Buona rimonta per Bruno De Silvestri, che ha riscattato l'opaca prestazione della prima frazione con nove prede che lo catapultano al nono posto finale. Male invece per il campione del mondo 2007 Stefano Bellani che termina in diciassettesima posizione.
Per dettagli, cronaca e foto della competizione cliccate su APNEA MAGAZINE.....è grazie a loro che è stato possibile avere informazioni in tempo reale sull'andamento della gara....GRAZIE da tutta l'Apnea Tribù!

Complimenti al nuovo campione del mondo!!

giovedì 23 ottobre 2008

CORSICA

Ciao voglio raccontarvi di una battuta di pesca in apnea durante una vacanza con famiglia al seguito. Partenza da Livorno destinazione Corsica o per meglio dire destinazione finale Pinarello (in dialetto còrso pinareddu) una laguna a pochi km da Porto Vecchio.
Una volta giunto a destinazione e disfatti i bagagli mi preparo per un sopralluogo vista l'ora tarda fatto il giro torno a casa e dopo cena inizio tutti i preparativi per la battuta di pesca del giorno dopo.
E' giunta l'alba, ultimi preparativi, controllo se non mi dimentico nulla e poi via arrivato in spiaggia scelgo un punto per scendere in acqua. Una volta trovato il punto inizio a vestirmi, sistemo i mei compagni (due fucili uno è il comanche 110 e un 100 blak red effesub).
Mi immergo e comincio ad allontanarmi dopo un 30 minuti circa di pinneggiata mi adagio sulla plancetta per riposare un pò, dopo poco incomincio a fare qualche discesa di perlustrazione, l'acqua è un cristallo, visibilita 30 mt, dopo aver fatto 3 discese infruttuose mi sposto verso un isolotto sul lato interno si va dai 5 ai 12 mt sul lato che è rivolto verso l'Elba da 0 20 30 mt: uno strapiombo impressionante, perchè da 0 a 5 mt c'è una terrazza, ho effettuato una discesa sulla terrazza, arrivato sul ciglio della terrazza mi sono affacciato e sono rimasto senza fiato, (scusate il gioco di parole), nel vedere l'azzurro cambiare colore. In una frazione di secondo uno spettacolo che a parole e impossibile descrivere.
In quel blu intenso vedere le sagome argentee di pesci come ricciole dentici saraghi e qunant'altro, non so, per me che era la prima volta che pescavo all'estero era tutto un altro pianeta.
Estasiato da tale visione mi sono perfino dimenticato che stavo pescando. Quel giorno non ho pescato ma ero appagato, più di qualsiasi cattura avessi fatto.
P.S. le foto le o scattate con una macchinetta ricaricabile, come vi sembrano?

sabato 18 ottobre 2008

26° MONDIALE di PESCA in APNEA

Dal 20 al 26 OTTOBRE nelle acque dell'Isla Margarita in Venezuela si svolgeranno i Campionati Mondiali di Pesca Subacquea.

Componenti la Nazionale Italiana sono:

Stefano Bellani
Bruno de Silvestri
Maurizio Ramacciotti
Leonardo Cagnolati (secondo di Bellani)
Gaio Trambusti (secondo di De Silvestri)
Roberto Praiola (riserva ufficiale)

Per seguire il Campionato (quasi in diretta) http://www.apneamagazine.com

Dal sottoscritto e dalla TRIBU un sentito in C..O alla balena alla nostra Nazionale

venerdì 17 ottobre 2008

La plancetta

CIAO raga, stasera voglio raccontarvi di come mi sono fabbricato la mia prima plancetta: 1° ho acquistato 4 fogli di polietilene espanso da 5 centimetri, poi un foglio di compensato lungo 1 mt x 60 cm di larghezza, colla per il polistirolo, 4 fogli di fibra di vetro, della resina per la fibra un barattolo di stucco sempre per fibra di vetro, un barattolo di resina iposidica per impermeabilizzare, una barra filettata un tubetto di alluminio 30 cm circa per fare una maniglia un pò di lattice per proteggere il polietilene, perchè la resina a contatto con il polietilene si dissolve. Una volta acquistato il materiale si procede alla costruzione: 1° sagomare il compensato stondando un lato. Una volta fatto ciò, incollare due pannelli con la colla per il polistirolo porre il compensato sul pannello, di conseguenza sagomare il pannello. Una volta fatto, mettere da parte il foglio di compensato, ricavare due pattini dai pannelli restanti, la parte in eccedenza sagomarla seguendo il taglio stondato che avete già eseguito. Il giorno dopo stendere un paio di mani di lattice lasciare essicare per un giorno, fatto ciò cominciate a stendere un velo di resina e il foglio di fibra lasciare seccare e poi stendere un altro foglio fatto il giorno dopo carteggiare incollare i pattini e fare la solita cosa come avete fatto con la tavola che avete ottenuto. Fatto questo fate la maniglia con 12 viti autofiltteanti, 4 pezzi di velcro, fate 2 porta-fucili, aggiungete un chiodo ad anello x attaccare il sagolino del pedagno, scusate mi dimenticavo la bandierina realizzatela con della stoffa rossa e 2 striscioline bianche x l'asta vi consiglio un pezzo di tondino di alluminio, fate un foro sulla punta della tavoletta e inserite l'asta, una volta fatto tutto ciò coloratela di un bel rosso vivo da renderla visibile a 50 mt circa.
Per la costruzione della plancetta ho preso spunto dalla rivista di pesca sub, l'originale è completamente differente io l'ho modificata a mio piacere voi potete fare altrettanto.
Vi auguro un buon divertimento.
Ciao da Giano alla prossima.

mercoledì 15 ottobre 2008

RICCIOLA DELL'ELBA

Salve, voglio raccontarvi una mia battuta di pesca in apnea che mi è capitata un po di tempo fa all'Elba. L'ultima settimana di giugno sono partito per le ferie con la famiglia, una volta giunti sull'isola d'Elba con la macchina mi dirigo verso un piccolo paesino che si chiama Chiessi. Giunto in paese mi dirigo verso la casa dove passeremo le vacanze. Il giorno seguente al mattino presto faccio la mia immersione dopo un paio d'ore riesco a catturare tre bei saraghi pizzuti di buone dimensioni, cambiando zona di pesca durante un aspetto in mezzo alla posidonia giro la testa a destra e a sinistra per vedere qualche preda, ad un certo punto mi vedo arrivare un grosso sarago maggiore credetemi un esemplare magnifico all'improvviso si gira e in un batter di ciglia sparito a quel punto mi chiedo cosa possa essere stato ad aver spaventato un sarago cosi grosso ormai giunto a fine apnea risalgo anche perchè pescavo su un fondale di circa 9 metri, dicevo mentre risalivo con la coda dell'occhio vedo una sagoma grigia che si avvicina eccola una ricciola da urlo almeno per me dato che era la prima volta che mi capita di vederne una dal vivo, insomma per farla corta riprendo fiato e ridiscendo a metà discesa eccola li non si è allontanata piu di tanto perche nei dintorni c'era della mangianza, comunque tornando a noi arrivo quasi a tiro appena mi ha mostrato il fianco ho tirato, preso dall'emozione la colpisco in coda la ricciola fa una partenza a razzo prendendomi in contropiede, facendomi fare un pò di sci nautico. L'ho stimata come peso sui 15/20 kg, con il risultato di averla persa per la rottura della taitiana all'altezza delle tacche per lo sgancio.
P.S e stata un'avventura, sarebbe stata magnifico se la cattura fosse andata a buon fine, comunque la pesca subacquea e fatta così ...carica di emozioni, che possono far sbagliare un tiro facile, di stupore per un modo sommerso ancora tutto da scoprire.
E' tutto, alla prossima.

Saluti da Giano.

domenica 12 ottobre 2008

venerdì 10 ottobre 2008

Pinne ....

Navigando in internet sui siti di Apnea ho notato una miriade di opinioni sulle pinne e vorrei fare un punto su alcune inesattezze e opinioni secondo me sbagliate.

Parto dal presupposto che le pinne al pari dell'elica di un motore sono lo strumento propulsivo dell'apneista e del sub in genere e come le eliche hanno passi diversi per i diversi usi a cui sono destinate così le pinne hanno forme, profili e materiali diversi per i diversi usi.

Fatta questa premessa non esiste una pinna ideale ma varie pinne per diversi usi.


Tutti conosciamo le pinne in carbonio e nell' immaginario comune sono le migliori e quelle più performanti , ciò è indubbiamente vero per atleti allenati che fanno apnea pura, aumentando le performance con una reattività impensabile con il tecnopolimero e altri materiali.
E qua mi pongo alcune domande.

Per la pesca in apnea sono le pinne migliori?


Secondo il mio parere le pinne in carbonio, bellissime ed affascinanti per l'apnea pura, per la pesca danno benefici modesti, mi spiego.

Normalmente, a parte alcuni pescatori abissali, si pesca su battimetriche che vanno da 0 a 20 metri, il lavoro della pinna è modesto e quasi esclusivamente in risalita, pescando al razzolo e all'agguato la pinna in carbonio risulta molto delicata all'usura ed agli urti contro le roccie, quando è utilizzata in frenata come il flap dell'aereo urta inevitabilmente producendo un rumore metallico con alta frequenza facilmente udibile dal pesce e tutto questo le rende contro producenti.


Un buon compromesso sono le pinne in fibra di vetro che hanno, oltre al prezzo inferiore, prestazioni molto vicine al carbonio in quanto la reattività è comparabile, seppur inferiore al carbonio, ma hanno il pregio di non produrre rumori udibili e soprattutto sono meno fragili in situazioni di duro lavoro su scogli e pareti. Come le pinne in carbonio anche la pinna in fibra di vetro ha i profili laterali che oltre a svolgere una azione di stabilizzazione della pinneggiata anti derapamento protegge la pala dagli urti laterali.



La pinna in tecnopolimero la conosciamo tutti ma i materiali sono cambiati e con i materiali sono cambiate anche le prestazioni, ci sono pinne in tecnopolimero trasparente per aumentare il mimetismo, pinne con materiali compositi a reattività differenziata.
Quindi anche il "vecchio" tecnopolimero può ancora dire la sua, visto il prezzo economico e le notevoli innovazioni sui materiali per il neofita diventa una scelta obbligata ed una palestra per poter apprezzare i materiali al top.


Comunque penso che la differenza la faccia la preparazione, sia atletica che tecnica: è inutile avere pale in carbonio se non vengono sfruttate con una pinneggiata corretta, per questo ritengo che l'allenamento per una disciplina come l'apnea sia fondamentale sia fuori ma sopratutto in acqua.

Altro discorso importantissimo ritengo sia la "durezza" della pinna .....non voglio mettere troppa carne al fuoco...ne parleremo in un prossimo articolo legato anche alla biomeccanica della pinneggiata ....


A PRESTO

lunedì 6 ottobre 2008

Inizio Corso Apnea



Giovedi 16 ottobre presso il LORENZO SUB ci sarà la presentazione del corso di Apnea 1° livello con didattica S.S.I.

Il corso prevede:
  • 4 lezioni di teoria (Apnea -Fisiologia-Rilassamento e Pranayama-Sicurezza)
  • 6 lezioni in piscina (presso la piscina di Sarzana, con prove di apnea statica e dinamica)
  • 1 uscita in mare (vari esercizi e discesa su cavo)

Il corso abilita il sub ad una profondità di 12 metri con rilascio di brevetto internazionale S.S.I.


Per informazioni Ale Gavriol 3286632906 - oppure LORENZO SUB (linkato a fianco).

venerdì 3 ottobre 2008

Cos'è l'apnea?


La parola apnea deriva dal greco "apnoia" che significa senza respiro. Da un punto di vista medico è l'assenza di respirazione esterna o una pausa della respirazione per più di 15 secondi.
E Pellizzari parla così dell'apnea: "Durante un'immersione in apnea ti guardi dentro, in un'immersione in ARA guardi il mondo che ti circonda".
Leggendo le prime 2 definizioni, io non potrei scrivere su questo blog....non sono "apneista"....trattengo giusto il respiro quando mi lavo la faccia.....
Le parole del mitico Pelo sono bellissime però per me che vado sempre in acqua con una bombola sulla schiena, non è così.... mi spiego.

Sicuramente un'immersione in ARA è un momento di esplorazione e osservazione del mondo che ci circonda...ma il discorso non si ferma qui...non si può fermare qui.... non esistono distinzioni tra apneisti e bombolari (le distinzioni sono solo nella testa di chi le pensa) perchè tutti noi subacquei siamo accomunati dal solito elemento che è l'acqua che ci avvolge nel suo abbraccio facendoci diventare un tutt'uno con essa...

Per tutti noi la prima volta è stata in apnea quando da bambini con la testa in acqua si tratteneva quanto più possibile il respiro per vedere il granchio o la bavosa, come possiamo allora pensare a divisioni e distinzioni?
Tutti noi quando siamo in acqua "respiriamo" il profumo di quello che è stato l'elemento che ci ha accolto nei primi mesi della nostra vita...perchè la nostra natura è quella di mammifero acquatico alla quale cerchiamo di ritornare ogni volta che ci immergiamo in questo fluido salato ma così dolce, parte di Gaia...la madre terra fatta di aria, acqua e rocce....

Funziona così per me che sento il mare dentro....e se apnea significa fondersi con l'acqua ed espandersi in essa....allora si....sono un'apneista!! Se apnea significa rimanere senza fiato davanti alle meraviglie del mare....allora sono apneista! E' questo il motivo per cui ho scritto e continuerò a scrivere su questo blog....perchè scriverò delle emozioni e delle sensazioni che mi regala il mare sopra e sotto il pelo dell'acqua...

E' un modo per ringraziare il Pianeta Blu che è la mia "casa", è lo spazio in cui ritrovo me stessa e in cui ho imparato a conoscere le mie fragilità e i miei punti di forza....E' il mare che mi ha plasmato ed è anche grazie a lui se oggi sono quella che sono! E' un modo per condividere con tutti le mie esperienze e la mia passione per il mare.

Quel mare che mi pervade e mi culla. Tanto da dire che non potrei vivere senza.

Un detto sudamericano dice: "Puoi togliere un indio dalla foresta ma non potrai mai togliere la foresta dall'indio"
Questo è il mio MARE che mi lascia ogni volta in APNEA.

mercoledì 1 ottobre 2008

Un'immersione senza entrare in acqua...



....Leggendo il titolo penserete che sono impazzita (se mai aveste potuto pensare che fossi normale!)....e invece no....ieri sera è successo proprio questo perchè dopo quasi 3 mesi di pausa estiva sono ripresi i corsi yoga di cui vi avevo dato comunicazione un pò di tempo fa...e naturalmente io c'ero!!!
Aspettavo questa serata da un pò...non l'avrei mai detto che mi sarei ritrovata a fare yoga (io chiamata anguilla elettrica...iperattiva...sempre in movimento) e soprattutto a non poterne fare a meno...è proprio vero quello che mi ha detto Franca (la mia maestra yoga) qualche mese fa: "quando incontri lo Yoga non lo lasci più...o meglio è lui che non ti lascia...ti entra dentro."
E lo yoga mi è entrato dentro proprio come il mare...ieri sera finalmente sono ritornata al completo abbandono che riesco ad avere solo quando sono in acqua...una sensazione che è difficile da spiegare...ma ci provo usando alcune frasi tratte dal libro di Armando Lombardi "Il libro dell'apnea" che spiegano permettamente quello che provo in acqua e durante le sedute di yoga:
"L'azione armonica di un corpo che si espande nell'elemento che lo accoglie cercando una felicità più piena e più stabile: come quella di un maestro di yoga che, senza alcuna meta da raggiungere, nei soliti gesti trova, ogni volta con naturalezza e senza sforzo, una profondità nuova".
Lo yoga per me è questo ma anche la possibilità di seguire quelle che sono le necessità del mio fisico che strapazzo 365 giorni l'anno e che ha bisogno di lasciare andare tutte le tensioni che accumula per forza di cose....mi fa sentire un pò come il paguro nella foto...protetto dalla sua conchiglia!
Avevo piacere di condividere con voi queste emozioni e questa "magia" che sento tutte le volte che entro nella dimensione dello yoga!

Consiglio a tutti di provare questa fantastica esperienza...fosse solo per venire ad allungarsi un pò e per prendersi 2 ore di assoluto riposo fisico e mentale!!