venerdì 10 ottobre 2008

Pinne ....

Navigando in internet sui siti di Apnea ho notato una miriade di opinioni sulle pinne e vorrei fare un punto su alcune inesattezze e opinioni secondo me sbagliate.

Parto dal presupposto che le pinne al pari dell'elica di un motore sono lo strumento propulsivo dell'apneista e del sub in genere e come le eliche hanno passi diversi per i diversi usi a cui sono destinate così le pinne hanno forme, profili e materiali diversi per i diversi usi.

Fatta questa premessa non esiste una pinna ideale ma varie pinne per diversi usi.


Tutti conosciamo le pinne in carbonio e nell' immaginario comune sono le migliori e quelle più performanti , ciò è indubbiamente vero per atleti allenati che fanno apnea pura, aumentando le performance con una reattività impensabile con il tecnopolimero e altri materiali.
E qua mi pongo alcune domande.

Per la pesca in apnea sono le pinne migliori?


Secondo il mio parere le pinne in carbonio, bellissime ed affascinanti per l'apnea pura, per la pesca danno benefici modesti, mi spiego.

Normalmente, a parte alcuni pescatori abissali, si pesca su battimetriche che vanno da 0 a 20 metri, il lavoro della pinna è modesto e quasi esclusivamente in risalita, pescando al razzolo e all'agguato la pinna in carbonio risulta molto delicata all'usura ed agli urti contro le roccie, quando è utilizzata in frenata come il flap dell'aereo urta inevitabilmente producendo un rumore metallico con alta frequenza facilmente udibile dal pesce e tutto questo le rende contro producenti.


Un buon compromesso sono le pinne in fibra di vetro che hanno, oltre al prezzo inferiore, prestazioni molto vicine al carbonio in quanto la reattività è comparabile, seppur inferiore al carbonio, ma hanno il pregio di non produrre rumori udibili e soprattutto sono meno fragili in situazioni di duro lavoro su scogli e pareti. Come le pinne in carbonio anche la pinna in fibra di vetro ha i profili laterali che oltre a svolgere una azione di stabilizzazione della pinneggiata anti derapamento protegge la pala dagli urti laterali.



La pinna in tecnopolimero la conosciamo tutti ma i materiali sono cambiati e con i materiali sono cambiate anche le prestazioni, ci sono pinne in tecnopolimero trasparente per aumentare il mimetismo, pinne con materiali compositi a reattività differenziata.
Quindi anche il "vecchio" tecnopolimero può ancora dire la sua, visto il prezzo economico e le notevoli innovazioni sui materiali per il neofita diventa una scelta obbligata ed una palestra per poter apprezzare i materiali al top.


Comunque penso che la differenza la faccia la preparazione, sia atletica che tecnica: è inutile avere pale in carbonio se non vengono sfruttate con una pinneggiata corretta, per questo ritengo che l'allenamento per una disciplina come l'apnea sia fondamentale sia fuori ma sopratutto in acqua.

Altro discorso importantissimo ritengo sia la "durezza" della pinna .....non voglio mettere troppa carne al fuoco...ne parleremo in un prossimo articolo legato anche alla biomeccanica della pinneggiata ....


A PRESTO

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