sabato 31 gennaio 2009

Video del Mondiale in Venezuela


Sul sito di Apnea Magazine è disponibile un video di 2 ore sul Mondiale di Pesca in apnea svoltosi in Venezuela.
Le immagini sono di Fabio Ferioli, Alberto Balbi, Salvatore Rubera.

Qui di fianco il link: video mondiale

Un sentito grazie ad Apnea Magazine e a tutti i suoi collaboratori da tutta l'Apnea Tribù!!

apneatribu@yahoo.it


Da oggi la Tribù ha l'indirizzo e-mail:
apneatribu@yahoo.it

A cosa serve l'indirizzo? cliccate e scoprite le novità della sezione di fotografia....

Naturalmente potete utilizzare la mail anche per scriverci....un modo in più per fare un tuffo nella Tribù tutti insieme!!

venerdì 30 gennaio 2009

Corso di Pesca in Apnea

Questa sera sono felice ... perchè ??? ...Sicuramente ve lo state chiedendo....
Abbiamo iniziato il Corso di Pesca Sub!
Un percorso didattico che porterà i partecipanti ad ottenere il brevetto di pescatore in apnea agonistico con didattica F.I.P.S.A.S.
Ma non volevo parlare del corso (trovate tutto sul post di presentazione).....
Volevo invece fare i miei complimenti al gruppo che si stà creando: un gruppo di persone appassionate e piene di entusiasmo che ho il piacere e l'onore di seguire.
Anche stasera tra legni, ARBAGEPPETTI, fucili e foto di catture la serata è filata via in men che non si dica, è stato veramente difficile salutarci per darci appuntamento a lunedì.

Un grazie di cuore a tutti!
E' un piacere condividere con Voi... una passione cosi profonda.

lunedì 26 gennaio 2009

L'alba della pesca in apnea

A proposito di ricordi.....
Com'è nata la pesca in apnea in Italia? Nei post della Tribù si è parlato di pinne, mute, fucili..tutta attrezzatura che è il risultato dell'evoluzione della subacquea, il risultato delle invenzioni di persone che per me sono dei geni...senza i quali il Sesto Continente sarebbe ancora sconosciuto! Ma come si faceva la pesca in apnea nei primi anni del '900?

Ieri sera ho ripreso in mano "Vita da Sub", un libro scritto da Gaetano Cafiero, nel quale è raccontata la storia della subacquea italiana...ed è anche narrata la storia di Luigi Miraglia, professore dell'acquario di Napoli, che ha introdotto in Italia la pesca in apnea...
Il tutto comincia negli anni '30 a Scilla, nello stretto di Messina dove Miraglia apprese da tre fratelli giapponesi una tecnica di pesca subacquea primitiva praticata nell'arcipelago delle isole Rjukju, a sud del Giappone.
Quelli che praticavano questo tipo di pesca erano chiamati sakanaciuki, che vuol dire "infilzatori di pesce". In questo arcipelago c'erano scuole di quest'arte i cui corsi duravano 2 anni.

Cafiero riporta il testo in cui Miraglia descrive l'attrezzatura utilizzata dai sakanaciuki:
"Una lancia di bambù di lunghezza variabile a seconda delle necessità, munita di un puntale d'acciaio privo di alette di ritegno, lungo circa 60 cm e infisso nella canna per un tratto di uguale lunghezza. Delle pinne non se ne aveva idea mentre al posto della maschera (ancora non esisteva) si usavano occhiali di "tipo speciale" a perfetta tenuta d'acqua. Le lenti sono costituite da una lastra di vetro piana incastrata e calafatata in un pezzo di legno. Al posto della stanghetta c'è un pezzo di gomma".
Il testo prosegue con la descrizione della tecnica di immersione e di pesca:

"Il cacciatore cerca di portarsi il più possibile perpendicolarmente alla preda e si immerge facendo una profonda espirazione. Per immergersi messosi in posizione di attenti, porta fuori dell'acqua il busto per accelerare l'immersione. Il corpo nei primi 2 metri di discesa è orientato verso la superficie; con un movimento del braccio sinistro si gira il corpo in modo che la testa si trovi verso il fondo. Appena girato il capo si nuota con le gambe".
Parlando invece della caccia:
"Il braccio destro è semiflesso; quando la punta della lancia è a circa 3 palmi dal bersaglio contemporaneamente si stende il braccio destro, si dà una bracciata col sinistro e un colpo di gambe."

....questo è stato l'inizio di tutto...quante cose sono cambiate...

I testi in corsivo sono tratti da "Vita da sub" di Gaetano Cafiero

sabato 24 gennaio 2009

Ricordi

Volevo fare un post sulle maschere e sicuramente lo farò nei prossimi giorni ma quando mi sono messo a scrivere mi è venuta in mente la mia prima maschera e i ricordi mi hanno travolto.
Non so se qualcuno si ricorda la PINOCCHIO della Cressi, è sicuramente una maschera che ha fatto la storia della subacquea con l’ovale in plastica il vetro temperato e il classico ferretto a tenere il telaio.
Inventata nel 1952 da Luigi Ferraro fu la prima maschera a contenere il naso per poter compensare e compensarla, è stata talmente innovativa che potremmo definirla geniale.
In realtà aveva un volume interno importante se paragonato alle maschere attuali, il confort era quello che era, la gomma sicuramente non è silicone e la stampa della maschera sul viso era evidente anche dopo molte ore, segno di dove ero stato durante tutto il pomeriggio.

La mia Mitica Pinocchio …non so quanti anni l’ho usata, ma sicuramente è stato un pezzo della mia vita … forse il più importante per scoprire le meraviglie che esistono sotto il mare ed è merito di quella maschera se oggi non posso fare a meno di andare in acqua in ogni stagione e con ogni mezzo, per rivivere ogni volta la sensazione di essere pesce.
Ho avuto molte altre maschere sicuramente migliori nei materiali e nelle forme ma nessuna mi è rimasta nel cuore come questo pezzo ormai da museo che la Cressi continua a produrre.

domenica 18 gennaio 2009

RESPIRAZIONE DIAFRAMMATICA


Ciao a tutti... volevo scrivere questo post sul corretto funzionamento della Respirazione Diaframmatica.(Speriamo di eseguirla in modo giusto)
Leggendo un articolo su una rivista di pesca sub, mi sono soffermato su un particolare; la cintura diaframmatica.
Osservando una ispirazione diaframmatica possiamo notare che la nostra "pancia" si è gonfia come un pallone, è proprio qui che bisogna avere degli accorgimenti essenziali per il migliore svolgimento di questa tecnica.

Durante l'inspirazione la parte bassa dei polmoni si riempie "pancia gonfia" così creando una deformazione della parete addominale, con ristagni di sangue e processi biologici frenati. Questo modo di respirare è sconsigliato e la rivista sostiene che non è ammesso nel Pranayama perché oltre a svantaggi individuali compromette la fase toracica e clavicolare.
Nell'espirazione invece con la cintura addominale rilassata non aiuta l'ascensione del diaframma verso l'alto e dunque non favoriamo la massima espulsione dell'aria.

L'inspirazione con la fascia addominale controllata è quindi il MIGLIOR Modo per lo svolgimento della respirazione diaframmatica.
Durante l'inspirazione, avendo una resistenza dei nostri muscoli addominali verso l'interno la nostra "pancia"non si deforma e il volume della quantità d'aria resta uguale.
Quindi nell'espirazione con la cintura controllata avremo la massima espulsione dell'aria residua e tale pressione verso l'interno(addominali) libera da eccessi di sangue i nostri organi come fegato e bile ecc..
Avrei piacere con il Maestro GAVRY(e gli amici della piscina) di mettere in pratica la corretta esecuzione..

Ritengo che il controllo del respiro e il modo di respirare sia una cosa che si acquisisce sempre in meglio con la pratica e gli occhi di un buon istruttore come del resto il mitico Ale...

UN SALUTO A TUTTI

ARBAGEPPETTO Guido

Neoprene e Mute

La dispersione termica è da sempre un problema per l'immersione subacquea, sia essa in apnea che con ara, ma ben diversi sono i modi per proteggersi dal freddo visti i differenti modi di immersione, le quote operative ed i tempi di esposizione in acqua.
I padri di questo sport utilizzavano mute realizzate con gomme dure come cuoio e poco termiche. Attualmente, il materiale utilizzato per le mute è il Neoprene; tecnicamente chiamato POLICLOROPRENE, fu scoperto nei laboratori DU PONT nel 1931 da Arnold Collins.
Neoprene Liscio
Il neoprene è un materiale appartenente alla famiglia degli idrocarburi ed è stato il primo elastomero di sintesi (una gomma) ad avere successo commerciale, oggi utilizzato nelle più diverse applicazioni, si presenta come una gomma porosa. E’ prodotto in maggior parte in estremo oriente ed è venduto in fogli dall’aspetto classico di una lastra spugnosa e porosa costituita da cellette contigue a cui vengono dati svariati nomi (heiwa, yamamoto, yaco, ecc). Sono appunto le dimensioni delle celle che differenziano i vari tipi di neoprene in: Macrocellulare, Medio cellulare, micro cellulare, maggiore è il numero di bolle più il neoprene è morbido e caldo.
Le differenze dei vari neopreni si estrinsecano nell’elasticità, nella resistenza allo schiacciamento e nella capacità "di scaldarci". La densità è perciò direttamente proporzionale ai vari tipi di neoprene, in quelle mediamente dense (microcellulari) troviamo i neopreni per stagne in precompresso, riducendo la densità ed aumentando di conseguenza le celle d’aria all’interno della gomma le mute diventano più morbide (mute umide), e qui troviamo l'applicazione più comune per le mute da Apnea.
Neoprene Spaccato
La coibenza termica è direttamente proporzionale allo spessore ed alla presenza di cavità, maggiore sarà quindi lo spessore della muta e delle cavità all’interno del neoprene maggiore sarà la sua capacità di non farci perdere calore. Quindi la capacità termica è data sia dallo spessore della muta sia dal materiale utilizzato per realizzarla gli spessori vanno dai 10mm (per immersioni polari) ai 1,5mm (immersioni tropicali), in Mediterraneo si utilizzano mute dai 7mm (nei mesi invernali), ai 3,5 (in estate).
La lavorazione del neoprene avviene per taglio con idrogetto, in questa fase di "taglio" le cellule vengono conseguentemente "aperte" il neoprene allora viene identificato come "Neoprene a cellula aperta o spaccato", diversamente viene chiuso riscaldando la superficie creando lo skin, diventando così "Neoprene a cellula chiusa o liscio".
In una seconda fase di lavorazione il neoprene viene rivestito su una o entrambe le sue superfici diventato così monofoderato o bifoderato anche in questo caso potrà essere in cellula chiusa o cellula aperta.
Il neoprene a cellula aperta si distingue per la straordinaria elasticità ed aderenza al corpo del subacqueo, annullando quindi la maggior parte delle infiltrazioni di acqua; tuttavia è molto fragile e fastidioso nella vestizione, (dobbiamo usare talco o saponi neutri miscelati ad acqua). Normalmente le mute vengono quindi rivestite esternamente con una fodera che da origine allo spaccato interno e foderato esterno queste mute garantiscono la massima tenuta termica internamente e risultano molto resistenti esternamente, i materiali impiegati per le fodere sono nylon, likre, ecc.
La cucitura non avviene su tutte le mute ma esclusivamente sulle mute foderate ed è eseguita con cucitura non passante (per evitare vie d’acqua), con speciali macchine e fili che non trapassano il neoprene per intero ma all’incirca fino a metà foglio così da essere un rinforzo per le giunzioni dei fogli stessi.
Le mute possono essere anche in liscio /spaccato questa soluzione vede il lato interno a contatto con la pelle in spaccato mentre il lato esterno è a cellula chiusa quindi liscio. Sono mute estremamente confortevoli ma fragili, vengono usualmente utilizzate nell’apnea pura e nella pesca subacquea nel blu. Hanno la particolarità di asciugarsi rapidamente mantenendo un confort di utilizzo eccezionale.
Importantissimo nelle mute da apnea e nelle mute in genere è il taglio,i fabbricanti tagliano le pezze di neoprene con metodi sartoriali, (mediamente ogni ditta ha 6/8 taglie), incollando a freddo con collanti specifici che garantiscano la vulcanizzazione (saldatura) delle parti che risulteranno stagne. Un buon capo deve fasciare il sub senza pieghe e rigonfiamenti ma anche senza compressioni eccessive ed anomale che diminuiscono il confort in acqua. Il risultato di un buon taglio e di un buon materiale sarà dato dalla mancanza di infiltrazione e dalla conseguente termicità del capo.
Tabella taglie
Normalmente per l’apnea si usano mute in 2 pezzi con giacca a cappuccio incorporato ed i pantaloni, che possono essere a salopette, o a vita alta (da preferire), la giacca è fermata in posizione con la coda di castoro(sottocavallo) da un alamaro o da velcro, le cerniere sono da evitare per le possibili vie d’acqua che possono creare.
Molto importante nella scelta della muta e del neoprene sono le quote operative, infatti un neoprene macrocellulare è morbido e caldo alle quote fino ai 10 metri oltre tale quota per effetto della pressione ha un eccessivo schiacciamento che compromette sia la termicità sia la pesata, quindi per profondità superiori si dovrà optare per un neoprene medio cellulare che è soggetto a minor schiacciamento in profondità e permette una pesata più omogenea. Anche la memoria di schiacciamento ha una notevole importanza, per memoria si intende la possibilita del neoprene di ritornare dopo lo schiacciamento provocato dalla pressione(profondità), alla sua forma e struttura originale(in superficie)


Per finire qualche consiglio (per i neofiti)

1) Al momento della vestizione /svestizione evitate di tirare la muta dall’interno: afferratela sempre sull’esterno.
2) Spostandosi in barca non restate troppo seduti con la muta indossata potreste danneggiare il pantalone.
3) Per indossare il pantalone rigirate la parte alta dopo averlo lubrificato con talco o sapone neutro e fatelo scivolare lungo la gamba avendo cura di non graffiare il tessuto con le unghie delle mani e dei piedi.
4) La giacca deve essere rigirata nella parte bassa, le braccia passano per prime previa lubrificazione con talco o sapone neutro, avendo cura che le cuciture passino sul gomito prima di infilare la testa facendo poi scivolare la parte bassa che avevamo arrotolato,fate molta attenzione alle unghie che possono lacerare lo spaccato in men che non si dica.
5).Per migliorare il posizionamento mettete la mentoniera sotto il naso e soffiando con la bocca create un cuscino d’aria all’interno della muta stessa.
6) E’ importante utilizzare per facilitare la vestizione sostanze neutre che non aggrediscono la pelle e non causano irritazioni,può essere utile uno spruzzino con olio neutro emulsionato ad acqua che facilita la vestizione, dosa perfettamente il prodotto e soprattutto non irrita.
7) Molto utile avere sempre con noi un tubetto di neoprene liquido per eventuali strappi e lacerazioni improvvise durante la vestizione.
8) Per la scelta della nostra muta affidiamoci ad un negozio specializzato e proviamo più modelli di varie ditte, non sempre la ditta più blasonata è quella che ci veste meglio.
9) Il tipo di neoprene si sente normalmente al tatto per sofficità ed allungamento.
10) Lo spaccato si sente per resistenza a scivolamento sulle dita.

Spero di essere stato abbastanza chiaro
Mi piacerebbe conoscere dai lettori suggerimenti, trucchi e malizie riguardanti le mute perche so chè ognuno di noi ha ....il Suo metodo.....

sabato 17 gennaio 2009

CORSO DI PESCA IN APNEA F.I.P.S.A.S

Corso di Pesca in Apnea con didattica F.I.P.S.A.S. abilita alla pesca in apnea amatoriale e/o agonistica.
Requisiti richiesti:
  1. Età minima per partecipare al corso di pesca in apnea agonistica 18 anni
  2. Età minima per partecipare al corso di pesca in apnea sportiva 16 anni
  3. Certificato medico agonistico per attività subacquee.
Al termine del corso verrà rilasciato brevetto F.I.P.S.A.S. tipo credit card che abilita alla pesca subacquea in apnea e alla partecipazione alle gare di pesca in apnea organizzate dai circoli F.I.P.S.A.S.
Durata 5 lezioni teoriche

- Presentazione del corso, cenni sulla struttura Federale FIPSAS
- Attrezzature del pescatore in apnea (Pinne – Maschera – Aeratore – Mute – Zavorra – Pallone – Fucile – Torce – Coltello ecc.)-
- Anatomia
- La pressione e la compensazione (Valsalva e Marcante Odaglia)-
- Fisica
- Gli incidenti in Apnea e tecniche di RCP
- Elementi di biologia marina
- Tecniche di pesca (tana, aspetto, agguato ecc.)
- Legislazione e regolamenti sulla pesca sportiva
- Regolamenti delle gare di pesca in apnea
- Codice etico comportamentale del pescatore in apnea

2 Lezioni in Piscina :(capovolte,pinneggiata,dinamica,simulazione di aspetto,recupero sub infortunato)

1 Uscita in mare:(verifica finale e consegna brevetto)

Con la tessera Federale avrete compresa l'assicurazione per infortuni e molte altre agevolazioni che potete trovare sul sito http://www.fipsas.it/ (convenzioni)...
Con la tessera dell'ASD La Rotonda di Lerici potrete partecipare a tutte le gare ed attività sociali ...

PER MAGGIORI INFORMAZIONI ....ALESSANDRO (gavriol) 328-6632906

mercoledì 14 gennaio 2009

il pomodoro




Mi piacerebbe sapere a che famiglia appartiene e qual è il suo nome specifico di questo piccolo abitante del mare purtroppo lo scoglio come si puo vedere è privo di vegetazione a parte una piccola bavosa nella seconda foto il resto è nudo o ricoperto di sabbia premetto che non l'ho toccato nè con le mani nè con altro atrezzo (presumo sia ancorato allo scoglio).

domenica 11 gennaio 2009

GLI SQUALI DI MARSA ALAM

Mi sembrava giusto visto l'interesse mostrarvi qualche foto scattate ad Elphiston Reef davanti a Marsa Alam .

Gli squali nelle foto sono Longimanus (squalo oceanico)

Immergersi tra le pinne in superficie è abbastanza inquietante, ma quando si vedono questi meravigliosi animali in acqua si ha la percezione della potenza e della grazia che solo il re del mare può avere.

L'occhio è glaciale, inespressivo e allo stesso tempo penetrante, si muove a scatti, mentre ti scruta e ti osserva valutandoti...

Ti rendi conto della meraviglia della natura che ha plasmato in migliaia di anni questi animali che sono stati per lungo tempo temuti e perseguitati dall'uomo ma he rimangono per bellezza ed eleganza unici e FANTASTICI



Ma quando ti puntano un brivido ti assale


Le foto sono state scattate dal mio compagno di immersione Alessandro Pezzica in arte Barbiero

sabato 10 gennaio 2009

LE MIE FOTO




Salve, raga vi siete divertiti per le feste? Spero di si. Mercoledì sera in piscina oltre l'allenamento le risate gli scambi di opinione sui vari tipi di pinne, o per meglio dire dei vari materiali con cui sono costruite, mi sono divertito parecchio con la mono pinna è una senzazione fantastica non ci sono parole per descrivere quello che si prova: bisogna provare per credere, detto ciò, il primo di gennaio sono andato a farmi una pescatina e mi sono portato via la macchina fotografica e ho fatto un paio di foto gradirei un vostro commento, cosi avrò modo di migliorare i mie difetti.
p.s due foto sono dell'anno scorso metto anche un mezzo filmato, sparate pure a zero, scusate la macchina non è una delle migliori spero in futuro di prenderne una di qualità, ciao alla prossima.


mercoledì 7 gennaio 2009

Anche Stasera ci siamo Divertiti

Questa sera nonostante la pioggia battente ...PISCINA....

Esemplari della TRIBU' presenti: Giano-Adamo-Guido-Ale Zan-Ilaria-Gavry
Dopo i bagordi Natalizi, le sbicchierate di fine anno e i dolci della Befana dovevamo un pò smaltire... e cosa meglio di una sguazzata tra amici ???....

Con la monopinna i nostri eroi si sono cimentati in evoluzioni e apnee dinamiche.... e soprattutto non sono mancate le RISATE!
Potevamo non condividere con gli amici del BLOG !!!...e allora abbiamo fatto qualche video....

La qualità non è eccelsa ....ma ci accontentiamo...

Del resto chi si accontenta ....

Ale Zan

Guido

Ale Zan

Il Grande Giano

Il Mitico Adamo

Ila l'anguilla elettrica

E per chi non c'era si replica la prossima settimana....

lunedì 5 gennaio 2009

Ma sono proprio così "cattivi"?

Questa è la domanda che mi sono fatta sui pescatori in apnea e a cui mi sono data una risposta (..insomma...ho fatto tutto da sola....) che vorrei condividere con tutti voi...
Nell'immaginario della maggior parte delle persone il pescatore in apnea è una specie di iron man...l'uomo vero che non deve chiedere mai...la causa dell'impoverimento dei nostri fondali...il cecchino che spara a qualunque cosa gli passi davanti.
Quindi ora i pescatori in apnea sono banditi dai parchi marini..ma siamo sicuri che sia proprio così?! Siamo sicuri che alla base del depauperamento delle risorse ittiche ci sono loro?
Secondo me no o al massimo possono essere la punta dell'iceberg...e ora provo a spiegarvi brevemente perchè.
Alla base di tutto c'è il concetto della dinamica di popolazione di uno stock ittico: ogni specie di pesce raggiunge la maturità ad età diverse (con maturità si intende la capacità di riprodursi) e per i pesci l'età viene stabilita con la lunghezza (non vi sto a spiegare il procedimento per cui si prende la lunghezza)...è per questo che si parla di taglia minima per il pescato.
Quindi se si pesca un pesce sopra la taglia minima quel pesce si sarà riprodotto, avrà espletato la sua funzione biologica e non ci sono danni...anzi è la normale selezione esercitata dal predatore...certo qualcuno potrà dire: "ma quel pescione non popola più il nostro mare!" E io rispondo: "D'accordo...sarà vero...ma ormai il suo compito l'ha fatto...sarà brutto a dirsi ma alla sua popolazione non serve più..anzi toglie cibo al novellame".
Invece cosa succede se si pesca un pesce sottotaglia? Quell'individuo non si è potuto riprodurre, non ha dato il suo contributo e quindi si è creato un danno alla popolazione..e allora zacchete...lo stock ittico si impoverisce.

E ora si arriva al punto: il pescatore in apnea molto difficilmente spara a pesci sottotaglia (a meno di errori di valutazione prima del tiro) quindi effettua una pesca molto selettiva..anzi la pesca più selettiva in assoluto. Purtroppo il pescatore in apnea si trova a pagare ancora le conseguenze di quello che succedeva 30-40 anni fa..quando la pesca si faceva anche con le bombole, magari pure di notte...altri tempi...ormai quasi tutti i pescatori in apnea (dico quasi tutti perchè comunque la mela marcia c'è dappertutto) hanno acquisito molta consapevolezza sul mare e sulla sua tutela dai quali deriva un rispetto profondo per il Pianeta Blu e per i suoi abitanti pinnati! Quindi ora sono tra quelli schierati in prima linea per la salvaguardia del mare.

Si può dire la stessa cosa delle pescate dei pescherecci? Dire proprio di no! Basta andare al mercato del pesce e vedere...la fritturina che mangiamo tanto volentieri è tutto pesce sottotaglia (a parte acciughe e sarde)..quindi se smettessimo di mangiarla daremmo solo una grande mano al mare. E poi sapete quante reti non a norma di sono? Reti dalle maglie troppo piccole...per non parlare poi delle spadare...ormai vietate in Italia ma ci sono ancora pescherecci armati con quelle.

Vogliamo poi parlare dei cannisti?...loro si che tirano su veramente qualunque cosa...anche saraghetti che se pesano un etto è festa grande...loro si che creano danno..però loro nei parchi possono andare (questa è la cosa che mi manda più in bestia!)...d'altronde che male vuoi che facciano con quelle cannette...mica come quei cattivoni dei pescatori che vanno giù con quei fucili...

Tutto quello che ho scritto naturalmente è solo il mio pensiero..quindi a questo punto lascio la palla a tutti voi...sono curiosa di sapere come la pensate su questo argomento molto sentito da tutti quelli che amano e vivono il mare!

venerdì 2 gennaio 2009

Ma chi c'è lo fa fare?

Quando vedete qualcuno in bicicletta con la muta indossata compreso i piombi con il portapesci, lo schienalino e con una sacca stagna con dentro pinne lunghe, arbalete, maschera, boccaglio, boa e sagola....
Cosa pensate ???
Chi è questo idiota ???
Dove vuole andare???
A pescare con questo freddo???

A volte in effetti è da pazzi andare a pescare soprattutto in inverno con il freddo, la pioggia, ma la passione per il mare e l'aspettativa per una nuova cattura ti fà superare tutte le difficoltà e ti fà indossare la muta e partire per la pescata mentre gli altri sono a casa ...al caldo.

Arrivare al mare da soli, godendo di ogni rumore e di ogni sensazione solo con te stesso ma con la testa già proiettata verso il mare e verso il pesce da catturare in quel gioco perfetto del predatore con la preda, con l'acqua che inizia a bagnare il viso e iniziano le prime trasformazioni nel tuo corpo con il diving reflex che rallenta i battiti del tuo cuore e insieme ai battiti rallenta la tua dimensione umana, diventi pesce diventi creatura marina sulla tua pelle ricoperta di neoprene inizia la vasocostrizione che si estende alle zone periferiche e in quel momento magico... inizi la tua capovolta verso l'abisso,verso l'ignoto, verso la tua preda sperata, immaginaria o reale che sia, in quell'istante sei solo, sei ...te stesso.

Il corpo che inizia l'immersione attraversa i due elementi l'aria e l'acqua, fondendosi in liquido inizia il viaggio per scoprire e per scoprirsi, la preda è solo un pretesto ad ogni tuffo ci immergiamo in noi stessi le nostre paure, le aspettative, i dubbi e le speranze in pochi attimi ci pervadono e ci portano a quella che sarà la nostra azione di pesca.
Il più delle volte sarà senza catture, ma non per questo senza emozioni e sono proprio le emozioni, le speranze e sopratutto l'amore ...che ci porta il giorno dopo a prendere la bicicletta per tornare a pescare.

Dedicato a tutti quelli che prendono freddo

giovedì 1 gennaio 2009

Il primo post del 2009 è nella fotografia...


Dopo il Gavry con i suoi acquerelli ci sono alcune foto di Ilaria - anguilla elettrica...

BUON ANNO A TUTTI con o senza bolle...l'importante è avere sempre l'acqua nella testa e la testa sott'acqua!!!