domenica 18 gennaio 2009

Neoprene e Mute

La dispersione termica è da sempre un problema per l'immersione subacquea, sia essa in apnea che con ara, ma ben diversi sono i modi per proteggersi dal freddo visti i differenti modi di immersione, le quote operative ed i tempi di esposizione in acqua.
I padri di questo sport utilizzavano mute realizzate con gomme dure come cuoio e poco termiche. Attualmente, il materiale utilizzato per le mute è il Neoprene; tecnicamente chiamato POLICLOROPRENE, fu scoperto nei laboratori DU PONT nel 1931 da Arnold Collins.
Neoprene Liscio
Il neoprene è un materiale appartenente alla famiglia degli idrocarburi ed è stato il primo elastomero di sintesi (una gomma) ad avere successo commerciale, oggi utilizzato nelle più diverse applicazioni, si presenta come una gomma porosa. E’ prodotto in maggior parte in estremo oriente ed è venduto in fogli dall’aspetto classico di una lastra spugnosa e porosa costituita da cellette contigue a cui vengono dati svariati nomi (heiwa, yamamoto, yaco, ecc). Sono appunto le dimensioni delle celle che differenziano i vari tipi di neoprene in: Macrocellulare, Medio cellulare, micro cellulare, maggiore è il numero di bolle più il neoprene è morbido e caldo.
Le differenze dei vari neopreni si estrinsecano nell’elasticità, nella resistenza allo schiacciamento e nella capacità "di scaldarci". La densità è perciò direttamente proporzionale ai vari tipi di neoprene, in quelle mediamente dense (microcellulari) troviamo i neopreni per stagne in precompresso, riducendo la densità ed aumentando di conseguenza le celle d’aria all’interno della gomma le mute diventano più morbide (mute umide), e qui troviamo l'applicazione più comune per le mute da Apnea.
Neoprene Spaccato
La coibenza termica è direttamente proporzionale allo spessore ed alla presenza di cavità, maggiore sarà quindi lo spessore della muta e delle cavità all’interno del neoprene maggiore sarà la sua capacità di non farci perdere calore. Quindi la capacità termica è data sia dallo spessore della muta sia dal materiale utilizzato per realizzarla gli spessori vanno dai 10mm (per immersioni polari) ai 1,5mm (immersioni tropicali), in Mediterraneo si utilizzano mute dai 7mm (nei mesi invernali), ai 3,5 (in estate).
La lavorazione del neoprene avviene per taglio con idrogetto, in questa fase di "taglio" le cellule vengono conseguentemente "aperte" il neoprene allora viene identificato come "Neoprene a cellula aperta o spaccato", diversamente viene chiuso riscaldando la superficie creando lo skin, diventando così "Neoprene a cellula chiusa o liscio".
In una seconda fase di lavorazione il neoprene viene rivestito su una o entrambe le sue superfici diventato così monofoderato o bifoderato anche in questo caso potrà essere in cellula chiusa o cellula aperta.
Il neoprene a cellula aperta si distingue per la straordinaria elasticità ed aderenza al corpo del subacqueo, annullando quindi la maggior parte delle infiltrazioni di acqua; tuttavia è molto fragile e fastidioso nella vestizione, (dobbiamo usare talco o saponi neutri miscelati ad acqua). Normalmente le mute vengono quindi rivestite esternamente con una fodera che da origine allo spaccato interno e foderato esterno queste mute garantiscono la massima tenuta termica internamente e risultano molto resistenti esternamente, i materiali impiegati per le fodere sono nylon, likre, ecc.
La cucitura non avviene su tutte le mute ma esclusivamente sulle mute foderate ed è eseguita con cucitura non passante (per evitare vie d’acqua), con speciali macchine e fili che non trapassano il neoprene per intero ma all’incirca fino a metà foglio così da essere un rinforzo per le giunzioni dei fogli stessi.
Le mute possono essere anche in liscio /spaccato questa soluzione vede il lato interno a contatto con la pelle in spaccato mentre il lato esterno è a cellula chiusa quindi liscio. Sono mute estremamente confortevoli ma fragili, vengono usualmente utilizzate nell’apnea pura e nella pesca subacquea nel blu. Hanno la particolarità di asciugarsi rapidamente mantenendo un confort di utilizzo eccezionale.
Importantissimo nelle mute da apnea e nelle mute in genere è il taglio,i fabbricanti tagliano le pezze di neoprene con metodi sartoriali, (mediamente ogni ditta ha 6/8 taglie), incollando a freddo con collanti specifici che garantiscano la vulcanizzazione (saldatura) delle parti che risulteranno stagne. Un buon capo deve fasciare il sub senza pieghe e rigonfiamenti ma anche senza compressioni eccessive ed anomale che diminuiscono il confort in acqua. Il risultato di un buon taglio e di un buon materiale sarà dato dalla mancanza di infiltrazione e dalla conseguente termicità del capo.
Tabella taglie
Normalmente per l’apnea si usano mute in 2 pezzi con giacca a cappuccio incorporato ed i pantaloni, che possono essere a salopette, o a vita alta (da preferire), la giacca è fermata in posizione con la coda di castoro(sottocavallo) da un alamaro o da velcro, le cerniere sono da evitare per le possibili vie d’acqua che possono creare.
Molto importante nella scelta della muta e del neoprene sono le quote operative, infatti un neoprene macrocellulare è morbido e caldo alle quote fino ai 10 metri oltre tale quota per effetto della pressione ha un eccessivo schiacciamento che compromette sia la termicità sia la pesata, quindi per profondità superiori si dovrà optare per un neoprene medio cellulare che è soggetto a minor schiacciamento in profondità e permette una pesata più omogenea. Anche la memoria di schiacciamento ha una notevole importanza, per memoria si intende la possibilita del neoprene di ritornare dopo lo schiacciamento provocato dalla pressione(profondità), alla sua forma e struttura originale(in superficie)


Per finire qualche consiglio (per i neofiti)

1) Al momento della vestizione /svestizione evitate di tirare la muta dall’interno: afferratela sempre sull’esterno.
2) Spostandosi in barca non restate troppo seduti con la muta indossata potreste danneggiare il pantalone.
3) Per indossare il pantalone rigirate la parte alta dopo averlo lubrificato con talco o sapone neutro e fatelo scivolare lungo la gamba avendo cura di non graffiare il tessuto con le unghie delle mani e dei piedi.
4) La giacca deve essere rigirata nella parte bassa, le braccia passano per prime previa lubrificazione con talco o sapone neutro, avendo cura che le cuciture passino sul gomito prima di infilare la testa facendo poi scivolare la parte bassa che avevamo arrotolato,fate molta attenzione alle unghie che possono lacerare lo spaccato in men che non si dica.
5).Per migliorare il posizionamento mettete la mentoniera sotto il naso e soffiando con la bocca create un cuscino d’aria all’interno della muta stessa.
6) E’ importante utilizzare per facilitare la vestizione sostanze neutre che non aggrediscono la pelle e non causano irritazioni,può essere utile uno spruzzino con olio neutro emulsionato ad acqua che facilita la vestizione, dosa perfettamente il prodotto e soprattutto non irrita.
7) Molto utile avere sempre con noi un tubetto di neoprene liquido per eventuali strappi e lacerazioni improvvise durante la vestizione.
8) Per la scelta della nostra muta affidiamoci ad un negozio specializzato e proviamo più modelli di varie ditte, non sempre la ditta più blasonata è quella che ci veste meglio.
9) Il tipo di neoprene si sente normalmente al tatto per sofficità ed allungamento.
10) Lo spaccato si sente per resistenza a scivolamento sulle dita.

Spero di essere stato abbastanza chiaro
Mi piacerebbe conoscere dai lettori suggerimenti, trucchi e malizie riguardanti le mute perche so chè ognuno di noi ha ....il Suo metodo.....