sabato 9 gennaio 2010

Intervista al sig."ELITE" Alessandro Picasso

Picasso apre Elite, la nuova frontiera del neoprene.
Alessandro Picasso è da 30 anni un personaggio nel panorama della pesca subacquea; dal lontano 1976 cominciò la produzione delle mute in neoprene, prima in Italia e poi dal 1988 in Spagna dove si trasferisce in Costa Brava motivato anche per la bellezza del mare.
Per 15 anni si associa con un imprenditore Portoghese e nasce Picasso-Latomis che sviluppa una gamma completa di prodotti che diventano famosi in tutto il mondo.
Sfortunatamente a poco a poco le motivazioni della società sono andate diminuendo, e tenendo la possibilità, la ditta è stata venduta a un altro impresario portoghese.

Domandiamo ad Alessandro Picasso rispetto a questa decisione e ai suoi progetti: Rispetto alla vendita della ditta, una scelta sofferta immaginiamo?
Da parte mia varie vicende ed episodi mi avevano già indotto a cercare alternative, quindi in un certo senso la scelta è stata obbligata. Sofferta senza dubbio, ma con lo stimolo di un nuovo progetto il mio entusiasmo è tornato alle stelle, mi sento molto meglio e soprattutto motivato: sotto questo aspetto reputo il cambiamento qualcosa di positivo.

Ricominciare da capo non deve essere semplice, mai avuto dubbi?
In principio, rimanendo solo, avevo pensato di abbandonare questo mercato che in parte mi aveva deluso, ma poi, pensandoci bene, non mi andava di buttare via trent’anni di esperienza vissuta sul campo con tanto sacrificio, e ripartire con nuovi ideali e obiettivi ma soprattutto da solo ha rappresentato uno stimolo in più.

Con quali obiettivi?
Semplice: continuare a fare da solo quello per il quale sono sempre stato famoso, le mute in neoprene. Da trenta anni fabbrico mute in neoprene che molti ritengono le migliori del mondo e una delle ragioni dei mie problemi con il mio socio portoghese è stato che lui si era ossessionato con produrre le mute in Cina, abbiamo avuto tanti problemi con la produzione in Cina che uno dei concetti fondamentali del mio nuovo progetto è fabbricare solo in Spagna. Desidero che la produzione sia sempre controllata in tutte le sue fasi per dare un prodotto superiore, inoltre qualunque problema si puo’ risolvere in pochissimo tempo.

Come si chiama il nuovo marchio?


"Elite "


Che tipo di mute fabbricherà ELITE?
Fabbricheremo, ovviamente, solo mute e accessori di neoprene per la pesca sub, foderato mimetico/spaccato, che abbiamo in 4 mimetici differenti, verde-rosso/grigio/ marrone e blu in 3 diversi spessori, e ovviamente il mio "CHICLE"

Chicle? Ci spiega di cosa si tratta?
E’ una muta che ho inventato dopo i Campionati Mondiali di Mallorca del 1992 dopo che una mia amica che faceva da barcaiolo alla squadra giapponese mi fece vedere la muta che utilizzavano, si trattava di un neoprene molto particolare, liscio all’esterno, dall’incredibile morbidezza ed elasticità. Era la stessa muta impiegata dalle pescatrici di perle "AMA". Mi innamorai all’istante di questo tipo di neoprene ed iniziai degli studi particolari nella confezione di nuove mute che in poco tempo divennero un punto di riferimento per i migliori pescatori.

Si ma perchè Chicle?
L’origine del nome è curioso; dopo una delle prime produzioni incontrai l’amico Albert March al quale sottoposi l’attenzione per la nuova muta facendogli vedere uno dei primi prototipi. Albert rimase colpito dal tipo di materiale e mi disse: " è incredibilmente morbida, sembra un chicle" che nella nostra lingua significa gomma da masticare (Chewin gum). Ecco, da qui, le mute confezionate con il mio neoprene sono rimaste mute in Chicle!

Che importanza ha questo modello nella produzione di "ELITE" ?
Il chicle è la punta di diamante della nostra produzione e la muta che mi ha dato e mi dà più soddisfazioni. Il nuovo modello 20.10 extra morbido e con il suo nuovo disegno specialmente anatomico e la nuova mimetizzazione multicolore sta avendo un grande successo tra i pescatori più esigenti . Per me è una grande soddisfazione quando mi chiamano bravissimi pescatori e mi dicono che il Chicle 20.10 è eccezionale.

Com’ è organizzata la distribuzione Italiana di Elite?
Come in altri paesi non mi interessa la distribuzione a tappeto, preferisco pochi punti di vendita molto specializzati che sviluppino il nostro mercato

Ci spiega come avviene lo sviluppo di un prodotto?
Essendo un pescatore sviluppo personalmente l’idea e la provo in mare, fortunatamente ho un mare meraviglioso a 10 minuti di casa e queste prove sono veramente "dure", poi ci sono degli amici fidati ai quali faccio provare i materiali per avere uno scambio di impressioni che aiutano a sviluppare un prodotto migliore. Pepe Vina, che pesca assiduamente tutti i giorni è il miglior test per i nostri prodotti e ci aiuta ad apportare anche piccole modifiche che differenziano un prodotto ottimo da uno mediocre.

Alessandro ci racconti un pò di lei: cosa le rappresenta la pesca subacquea?
La pesca è sempre stata la mia vita e oggi rappresenta la mia seconda giovinezza. Per varie ragioni sono stato per tre anni senza andare in mare, questa nuova sfida mi ha fatto tornare alla pesca e sinceramente ho avuto, nei primi mesi, qualche dubbio e molte perplessità rispetto a poter tornare alla forma di prima. Per fortuna e con grande soddisfazione, la forma fisica è tornata la di sempre.

Che tipo di pesca preferisce?
La pesca che prediligo è senza dubbio l’aspetto, a qualunque profondità la capacità di incuriosire ogni tipo di pesce per portarlo a tiro è senza dubbio una sensazione speciale.
Inoltre ogni specie ha differenti reazioni e ogni stagione ha la sua maniera di farlo quindi per me che adoro cambiare, l’ aspetto è perfetto.

Che fondali preferisce?
Dove vivo abbiamo tutti i tipi di fondali più o meno impegnativi.
In primavera ed in estate adoro pescare fondo abbiamo fondali particolarnmente impegnativi con secche abbastanza profonde ma con tanti dentici. Certo la profondità non deve fare dimenticare la sicurezza, ogni pescata deve essere condotta entro i propri limiti che possono variare da un giorno all’altro. La consapevolezza e conoscenza di se stessi è alla base di una pesca intelligente senza rischi.

Quali sono le più importanti catture che ricorda?
Una cernia di 32 chili presa in caduta a -35 metri e un dentice di 7,5 chilogrammi preso in -5 metri in Marocco. Quest’ultima, in particolar modo, testimonia quanto non serva sempre andare fondi a cercare pesce.

Ultima domanda pesca e ambiente, un connubio possibile?
Certamente, l’unica cosa è che ci vogliono le leggi giuste e chi le fa rispettare. Però leggi giuste che non pregiudichino i pesca sub a favore dei professionisti, si è provato in tutte le sedi che noi non diamo un grande danno all'ambiente.
Un esempio:
In estate c’ è una barca di professionisti che con un sistema permesso ma che non spiegherò, catturano in un giorno , fino a 70-90 dentici da 2 a 5 kg.!!!

Di quanti anni ho bisogno per prendere 70 dentici ???

Ricordiamo che Rivenditore del marchio ELITE è il negozio di GIANNI DALLA COLOMBINA

1 commento:

Giuseppe Danielli ha detto...

Questo articolo, trovato per caso nel web, mi ha fatto tornare indietro di oltre 30 anni.

Ora non ci entro più in quella muta che Alessandro mi fece alla fine degli anni '70 a Sestri Levante. Io allora vendevo spazi pubblicitari per "Il Giornale degli Articoli Sportivi"e Alessandro faceva già le più belle mute, le più colorate: tute sub da passerella.

Chissà se Alessandro si ricorderà di me: Giuseppe Danielli di Alessandria.
Oggi ho un giornale on line : www.newsfood.com e l'email di riferimento è info@newsfood.com

Spero che gli arrivi questo messaggio in bottiglia da un vecchio amico,