giovedì 21 gennaio 2010

A PESCA COL FREDDO…… LA SPIGOLA!!

Con la stagione fredda alle porte, le coste ritornano deserte senza il rumori di turisti e pericoli di imbarcazioni e l'aspetto selvaggio del mare riprende ad esercitare un irresistibile richiamo per tutti i subacquei.

Durante questa stagione potremo affrontare il mare nella sua condizione meno accogliente, troveremo spesso mare mosso, scarsa visibilità e giornate fredde che faranno strabuzzare gli occhi al nostro vicino il quale, vedendoci partire con fucile, borsone e piombi verso il mare, farà strani riferimenti alle case di cura per matti.

Queste condizioni critiche, ci danno la possibilità di migliorare tecniche di pesca e tiro in acqua bassa, in condizioni climatiche non ottimali a volte pessime, si rafforzerà la nostra esperienza e il nostro atteggiamento mentale in previsione della prossima estate.

A parte l'utilità in termini di miglioramento generale, mentale e fisico, la pesca invernale ci potrà regalare anche grosse soddisfazioni dal punto di vista venatorio; infatti con l’arrivo delle prime sbiancate di neve sui monti, il raffreddarsi dell’acqua, la regina dell'inverno la spigola, potrà essere uno dei nostri obbiettivi principali, e potrà fare nuovamente strabuzzare gli occhi sempre al nostro vicino, che, alla nostra prossima partenza per il mare, avrà meno voglia di parlare e molta più voglia di capire……


Vediamo schematicamente dove potremo andare a cercare questo pesce.
Per semplificare e cercare di comunicare il massimo delle informazioni ai lettori ho scelto il seguente tipo di schematizzazione che prende in considerazione la costa più comunemente presente nei nostri litorali:

COSTE ROCCIOSE

CONDIZIONI METEOMARINE IDEALI: mare leggermente mosso con risacca e preferibilmente venti meridionali. E' fondamentale osservare l'orario delle maree. Avremo più chances nei momenti di "mossa" della marea e cioè quando l'acqua comincerà a crescere verso l'alta marea o quando comincerà a scendere verso la bassa. In pratica le due ore centrali tra il massimo ed il minimo livello di marea sono quelle dove nell'acqua bassa del sottocosta roccioso c'è il maggior afflusso di pesce.
TECNICA DI PESCA PRINCIPALE: Aspetto in acqua bassa. Si tratta di scorrere paralleli la costa cercando di effettuare aspetti ogni 15 - 20 mt, ben nascosti ed attenti a tutte le direzioni. Premetto che non sono un amante dei lunghi aspetti e credo che sia più redditizio fare piu aspetti con la conseguenza di ridurre i tempi di recupero senza esagerare…

Se c’è una leggera onda di risacca...potremo effettuare anche agguati tra un sasso e l’altro e magari lungo il tragitto dedicare più attenzione ai canaloni presenti…è proprio li che ogni tanto incocceremo la regina.


PARTICOLARI TRUCCHI D'ESPERIENZA: Quando troveremo delle spiaggette di sabbia e ciottoli dovremo effettuare un primo tentativo sul margine della cala. Poi cercheremo di allargare leggermente per portare un aspetto al centro della caletta facendo molta attenzione alla costa, spesso infatti la spigola verrà dall'acqua bassa a terra.
In corrispondenza di rivoli o foci di acque dolci avremo più possibilità di trovare questo pesce, che ama molto questo tipo di costa. Nel momento in cui si avvista una spigola "distratta", potremo tentare di incuriosirla con richiami sonori e visivi (ad esempio piccola bollicina).
Non dimentichiamoci che la spigola, specialmente in inverno, può anche intanarsi e per questo dovremo visitare le tane più belle, che potranno riservarci piacevoli sorprese.

Ma adesso parliamo delle attrezzature più consone per la cattura di questo serranide:

Intanto dovremo fare i conti con condizioni meteomarine particolarmente avverse.

Il consiglio che mi sento di dare, istintivamente sulla base della mia esperienza personale, è quello di adoperare mute in neoprene molto morbide e calde (le mute in spaccato molto calde e dal pregio di asciugarsi subito durante gli spostamenti in gommone). Queste mute sono molto delicate e vanno indossate con l'aiuto di acqua calda saponata (operazione non propriamente gradevole), ma una volta in acqua avremo un ottimo grado di comfort e calore.

Tralasciando i materiali che il mercato offre, suggerirei di provare a scendere in acqua con una giacca da 7 mm, un pantalone da 5 mm e un paio di bermuda in neoprene (3 mm) da indossare sopra la muta, in modo da coprire completamente la vita e la parte alta delle gambe (così da azzerare totalmente le infiltrazioni di acqua ghiacciata a livello di vita).

Guanti e calzari in neoprene da 3 mm e perché no magari da 5 mm termineranno le nostre protezioni termiche.

Per la zavorra, dovremo tenere conto del tipo di pesca che andremo ad affrontare, che spesso si effettua in acqua bassa ed in condizioni di mare mosso. Per questo motivo andremo a utilizzare uno schienalino del peso massimo di 4 Kg e due cavigliere da 250, 300 grammi. Mi raccomando di stare sempre attenti a non esagerare, cercando di scegliere un compromesso tra galleggiabilità = (riposo in superficie) e stabilità una volta raggiunto il fondo.

Il fucile compagno delle battute invernali sarà un bell'arbalete da 90 cm, da rimpiazzare con un 75 o magari un 80 nelle giornate di mare particolarmente torbido.

Spero di essere stato utile e che dire….IN C..O ALLA BALENA!!!!

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