venerdì 22 gennaio 2010

PROPULSORI…….AL METRO…..

Per anni gli elastici cosiddetti “IMBOCCOLATI” hanno rappresentato il punto di riferimento per costruttori ed utilizzatori. Si tratta di due elastici di pari lunghezza, con agli estremi delle ghiere filettate, per poter cosi essere avvitati nelle testate tradizionali, da un lato, e sulle ogive dall’altro; tali ghiere possono essere principalmente di due elementi: • metallo (acciaio, alluminio, lega) • tecnopolimero Le prime sono ormai poco usate forse per il seguente motivo, sono sì molto solide, ma spesso hanno l’inconveniente di bloccarsi in testata o nelle ogive qualora queste fossero anch’esse metalliche creando il cosiddetto “fiore” ossia l’ossidazione dell’elemento metallico in questo caso bisogna ricordare che si potrebbe verificare un fenomeno di corrosione del metallo meno nobile tra i due (dovuto alle correnti galvaniche). Da qualche anno a questa parte, il mercato dei fucili si è sempre più rivolto a soluzioni che prevedevano la “testata aperta” o “australiana” che quindi implica l’utilizzo dell’elastico circolare. Per avere una sorta di personalizzazione dei propri elastici, sia per fattori balistici che fisici rivolti a qualunque tipologia di pescatore, attualmente il commercio propone nuove soluzioni per gli amanti del fai da te;

L’ELASTICO…AL METRO.

Si tratta di una gomma da tagliare a seconda dei propri “gusti” scegliendo tra una ampia gamma di diametri e colori:

DIAMETRO:
agli albori dei fucili arbalete si poteva disporre di solamente due tipi di diametri (16 o 20 mm), poi il mercato ha cominciato a proporre elastici di diametro diciamo big (21mm), intermedio (17/17.5/19mm) e in qualche caso anche slim (tipicamente 14 e 15mm).
Penso tuttavia che, a parità di qualità della mescola e di diametro interno (ovvero quello dell’anima vuota dell’elastico), un elastico di diametro superiore garantisce un carico maggiore in virtù dell’aumentata quantità di gomma, ma supponendo di utilizzare la stessa mescola, passando da un elastico da 16 a uno da 20, non necessariamente avrò il 20% di carico in più, come ci si potrebbe aspettare dall’aumento di diametro esterno pari al 20%.

COLORE:
questo fattore proviene dalla conseguente immissione da parte delle ditte fornitrici, nella mescola di lattice di cui è fatto l’elastico, di particolari additivi chimici che inevitabilmente vanno a modificare qualità e comportamento finale dell’elastico.
Nel caso di elastico “non additivato”, il colore tipico è ambra: in questo caso siamo di fronte a un elastico 100% latex; in cui spesso l’additivo consiste in un semplice pigmento liquido, nero, che avrebbe lo scopo di rendere l’elastico meno sensibile ai Raggi UV che deteriorano le prestazioni, riducendo la caratteristica reattività degli elastomeri. In altri casi, gli additivi sono prodotti chimici che agendo sulla struttura molecolare dell’elastico, hanno il fine di modificare la “reattività” dell’elastico secondo specifiche esigenze: è il caso, ad esempio, degli elastici particolarmente esplosivi che prevedono un rilascio abbastanza secco dell’energia; questo tipo di elastico è ricercato da chi pesca all’agguato e/o all’aspetto in acqua bassa e/o con acqua torbida, dove ci si trova quasi sempre ad eseguire tiri corti e al volo; al contrario, chi pratica l’aspetto puro, specie se fondo, predilige elastici che rilasciano l’energia in maniera più progressiva per un tiro lungo ed efficace anche alla fine della gittata utile.


DETTO QUESTO….COME POSSIAMO CREARE I NOSTRI ELASTICI????


Innanzitutto, tiriamo fuori la famosa formuletta che determina quanto deve essere lungo il nostro elastico:
[ L = D x 2 / FA ]

dove:

• L è la lunghezza del circolare (in cm)
• D è la distanza tra il foro in testata e la tacca più vicina al codolo (in cm)
• FA è il cosiddetto Fattore di Allungamento che, secondo quanto detto sopra, deve avere un valore compreso tra 3 e 3,5 (ATTENZIONE!!! PIU ALTO E’ IL F.A. PIU AVREMO ELASTICI “TIRATI”!!!!)

Il consiglio generale è quello di partire con un fattore non troppo elevato: se il tiro dovesse risultare lento, sarà sufficiente accorciare l'elastico di qualche cm!

I fattori da tenere in considerazione per la scelta di FA sono:

• il diametro dell'elastico
• la qualità della mescola
• la lunghezza dell'ogiva

Riguardo il primo fattore, risulta abbastanza chiaro che diametro maggiore significa una maggiore quantità di energia immagazzinata dall'elastico; di conseguenza per un elastico da 16 useremo un FA maggiore che nel caso di elastici da 20, a parità di qualità della mescola.

Riguardo quest'ultima, c'è da segnalare per le gomme "additivate" al fine di renderle più rigide sarà bene usare un FA non molto alto: diversamente avremo un tiro troppo bruciante, per non parlare del grande sforzo necessario per caricare l'arbalete.

Infine l'ogiva: a parità di elastico, una ogiva "corta" comporta una maggiore tensione dello stesso; in linea di massima non è un fattore determinante, ma per un calcolo preciso occorre tenerne conto.

Conicizzare le estremità dell'elastico:

Al fine di facilitare l'inserimento dell'ogiva all'interno dell'elastico, se ne conicizzano le due estremità; questa operazione può essere eseguita con una moletta da banco, con un platorello (disco con carta vetro da montare sul trapano) o, al limite, con delle forbici ben affilate.



Se si opta per l’uso della mola da banco, per facilitare e ottimizzare tale operazione, conviene infilare nell'elastico un chiodo da 40 o 50 mm; si appoggia quindi la terminazione dell'elastico alla superficie del disco in rotazione, con una angolazione di circa 45°, facendo ruotare l'elastico intorno al suo asse con velocità costante: in questo modo si otterrà un consumo omogeneo e la terminazione dell’elastico prenderà la forma della punta di una matita.

PREPARAZIONE DELL’OGIVA….

Per quanto riguarda il discorso ogive ci sono due possibilità:

• Comprare ogive con braccia e archetto metallico (es. smoby by seatec)

• Costruirsele con creando due asolette in dyneema



Vediamo come fare per realizzare quelle in dyneema…

Innanzitutto occorre utilizzare del Dyneema (o altra treccia molto resistente) da almeno 2 mm di spessore: in questo modo si eviteranno incresciosi “sboccolamenti”.

Ecco il nodo per creare le asolette:









Tagliate le eccedenze di filo, bruciate le estremità con un accendino, schiacciando la parte ancora calda contro una superficie piatta, per “saldare” tra loro le estremità sciolte dal calore della fiamma.



Adesso ci si procura un pochino di sapone liquido, così da lubrificare la testa del nodo e facilitarne l'inserimento nelle estremità dell'elastico

Si infilano poi le asolette nelle terminazioni dell'elastico.





Per bloccare in sede le due asolette si utilizza il cosiddetto Constrinctor Knot, un nodo in grado di serrare l'elastico con estrema tenacia.


ATTENZIONE….per evitare di segare l’elastico col dyneema, invito tutti a strofinare sul filo una candela, cosi da agire come frizione nello strozzamento dell'elastico.


E' fondamentale importanza stringere con forza il nodo!!!

• se eseguite l'operazione in due, afferrate saldamente le estremità del filo, mettetevi “piede contro piede” e tirate verso di se finchè il nodo non raggiunge il “fine corsa”, ovvero una situazione in cui anche se si tira oltre, il nodo non strozza più;
• se siete da soli, aiutatevi con una morsa oppure con il manico di un martello: si arrotola una estremità attorno al manico e si afferra l'altra con una pinza; mettete il manico sotto i piedi e tirate!!!!

Fatto ciò si tagliano le eccedenze e si bruciano i baffi con l’accendino così da bloccare il nodo.



E ecco a voi realizzato il vostro elastico …… SU MISURA!!!

6 commenti:

giano 1 ha detto...

ottimo post

adamo ha detto...

e bravo Ivan cosi qando mi serve un elastico so da chi farlo fare bravo ciao

adamo ha detto...

e bravo Ivan cosi qando mi serve un elastico so da chi farlo fare bravo ciao

adamo ha detto...

e bravo Ivan cosi qando mi serve un elastico so da chi farlo fare bravo ciao

sampey100 ha detto...

adamoooooooo ma qnt volte lo sccrivi??? ah ah ah

sampey100 ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.