mercoledì 27 gennaio 2010

TECNICHE DI PESCA: IL RAZZOLO

Visto che parecchi di voi si stanno avventurando nel mondo delle gare di pesca in apnea, oggi cercherò di scrivere un articolo che riuscirà a togliere qualche dubbio. La PESCA AL RAZZOLO…questa tecnica non è indicata solo a chi fa gare!!!a differenza dell'agguato, dell'aspetto e della pesca in tana, il razzolo non è una tecnica "autentica", ma piuttosto la concomitanza di queste tre diverse metodologie di pesca.

Per praticare il razzolo con successo, pertanto, è necessario sviluppare esperienza in tutte e tre le tecniche pure; in più, dovremo sviluppare enormemente l'istinto, la capacità di interpretare il fondale e quella di individuare le prede. Un buon "razzolatore" è colui che unisce ad un buon "fiuto del pesce" la capacità di improvvisare senza mai dare per scontato nulla delle azioni di pesca.

Diciamo che le aree migliori sono sempre quelle che presentano una costa bassa e frastagliata, che ci permettono spesso di operare sia nel bassofondo che a fondo. Interessanti risultano anche le coste "alte", e cioè i promontori che offrono cigliate e franate. La maggior parte delle azioni si praticano "a vista", e nel bassofondo l'agguato fatto con apnee brevi porta ad avvistamenti e catture. Segnali come la presenza di mangianza o l'avvistamento di predoni nei dintorni offrono occasioni per l'aspetto. Se si avvistano prede in prossimità di pietre e massi, opteremo per un'azione in tana, ma ci si potranno presentare anche occasioni di pesca in caduta e di tiro al libero.

COME SI EFFETTUA?

Pescando al razzolo è fondamentale imparare a "scandagliare" il fondale, ossia ad osservare il fondo prestando attenzione anche ai minimi particolari. Questa attenta osservazione potrà portarci ad avvistare le prede, nel qual caso potremo tentarne la cattura, oppure ci potrà permettere di cogliere segnali che ne denunciano la possibile presenza, nel qual caso procederemo ad un'ispezione più accurata.

Capiterà spesso delle occasioni di cattura in caduta o con tiro al libero. In fase di discesa può accadere di avvistare nella nostra verticale una cernia a candela (attenzione da non catturare in gara), qualche tanuta di peso, dei cefali che si presentano un pò alti sul fondo, qualche tordo corpulento o altre prede.

In caso di un avvistamento di questo tipo, discesa o planata vanno interrotte a favore di una discesa a foglia morta, che potrà permetterci di tentare un tiro in caduta o al volo. Il migliore avanzamento sulle prede è in diagonale anziché dalla verticale.
Così facendo, sebbene l'avanzamento avviene in acqua libera e quindi allo scoperto, le possibilità di portare a tiro l'eventuale preda aumentano notevolmente. La posizione così assunta ci permette di risultare meno visibili alla preda, perché offriremo alla sua visuale una massa minore; bloccare la pinneggiata, poi, riduce in modo sensibile le vibrazioni percepite dai pesci grazie alla linea laterale.

Occorre essere polivalenti e saper mettere a frutto le esperienze maturate in tante catture effettuate nelle condizioni meteo più disparate. Difficilmente potremo ritenerci buoni razzolatori senza un adeguato bagaglio di esperienza. Le doti fisiche in sé non garantiscono alcun successo di cattura, al pari di azioni spinte al limite della profondità operativa o le apnee esasperate. E' il bagaglio d'esperienza che gioca a favore del pescatore, e la miglior cosa che si possa fare è sempre valutare e memorizzare le esperienze positive e negative del passato, per evitare di effettuare scelte di caccia sbagliate.

CONCENTRAZIONE

A differenza delle altre tecniche, che permettono di preparare il tuffo minuziosamente, nella pesca al razzolo dovremo restare concentrati durante l'intero arco della pescata.
Razzolando, l'imprevisto e la sorpresa saranno una vera costante nell'arco dell'intera pescata, e per questo non sempre avremo la possibilità di preparare un tuffo. Bisogna essere perennemente pronti ed attenti a sfruttare le occasioni che a volte si presentano in brevissimi attimi. Occorre mantenere la massima concentrazione anche in superficie, dove, come a fondo, non smetteremo mai di guardarci intorno e di prestare attenzione ad ogni dettaglio. L'istinto giocherà un ruolo di primo piano, così come l'esperienza, che matureremo anche con errori e scelte controproducenti.

RICORDATE SEMPRE…..SBAGLIANDO S'IMPARA!!!

Bisogna memorizzare sempre gli errori per cercare di correggere in futuro quegli elementi dell'azione che hanno causato l'insuccesso. Al razzolo si arriva dopo avere maturato esperienze nelle tecniche "pure". Inoltre, come accennavo, i momenti di spensieratezza portano a commettere degli errori o perdere delle occasioni, e per questo sono da evitare.

A QUALI PROFONDITA’ DEVO OPERARE???

Il buon razzolatore dovrà sempre evitare di operare a quote esageratamente profonde, posso tranquillamente affermare che la batimetrica più congeniale per i più abili è fissata nella quota media dei 15 metri, con picchiate assistite più a fondo ma anche incursioni in poche spanne d'acqua. Saranno il fondale e la batimetrica a guidarci nei luoghi in cui operare.

Da tenere sempre all’occhio è il fondale che ci troviamo sotto la pancia!!!!! Ad esempio, una zona mista di posidonia e roccia può offrire occasioni di cattura di tordi e salpe in basso fondale, mentre più a fondo le zone di questa tipologia possono offrire occasioni di cattura di saraghi, corvine, tordi, tanute, mostelle, murene o cefali.

Per diventare bravi razzolatori, bisogna imparare a sfruttare ogni occasione e a non commettere l'errore di sperare in altri incontri. Quando ci si trova di fronte ad una preda degna si deve sempre avere la necessaria lucidità per premere il grilletto!!!

QUALI FUCILI USARE??

Le armi da portare con sé in una battuta al razzolo saranno preferibilmente due: una corta, adatta alla tana, ed una più lunga, da usare nelle altre circostanze. Trattandosi di una tecnica mista, si può cambiare spesso l'arma in base alle caratteristiche del fondo. Personalmente, preferisco impostare, se l’acqua lo permette, l'intera pescata impugnando un arbalete da 90 armato con un mulinello di ridotte dimensioni, ma vi dirò che stò rivalutando anche l’arbalete da 83 una via di mezzo tra brandeggiabilità e potenza….ma si tratta di una scelta dettata dal gusto personale e dal tipo dei nostri fondali. Spesso scendo a un corto arbalete da 70 armato di fiocinella in condizioni di visibilità scarsa o di pesca in zone di grotto…con questo fucile ho catturato davvero di tutto. Dal marvizzo, al branzino di 4 kg

1 commento:

gavriol ha detto...

Grande Ivan ...
Bello il post e sopratutto utile ...
MITICOOO !!!!