lunedì 31 gennaio 2011

Balena spiaggiata a S. Rossore: fallito l'affondamento


Giovedì scorso abbiamo dato sul nostro blog la brutta notizia dello spiaggiamento di una balena di 25 metri su una spiaggia del Parco di S. Rossore (PI).

Sembra sia stata la malnutrizione una delle cause della morte della balenottera. Lo ha detto Stefano Dominici del museo di Storia Naturale dell'università di Firenze, che oggi ha esaminato la carcassa insieme ai colleghi veterinari dell'università di Padova ipotizzando una possibile causa dello spiaggiamento del cetaceo.


"Naturalmente saranno i rilievi autoptici - ha aggiunto Dominici - a fornire risposte più esaustive ma dai controlli preliminari possiamo dire che l'animale è deceduto per scarsità di cibo a sua disposizione. E' difficile però, potendo studiare un solo caso, stabilire i reali motivi di questa scarsità di cibo, occorrerebbero elementi in più di cui ora non siamo in possesso".

Oggi si è anche tentato di affondare la carcassa ma il tentativo è fallito. La zavorra che era stata prevista per far scendere l'animale sui fondali (circa due tonnellate) non è stata sufficiente.
Domattina (mercoledì) si tenterà di nuovo l'affondamento con una zavorra più pesante (almeno 6-7 volte quella utilizzata oggi). Il rimorchiatore che ha trascinato la carcassa dell'animale e la motovedetta che ha vigilato sul trasferimento al largo (circa 10 miglia dalla costa) stanno rientrando a riva dove la balena sarà ancorata a un fondale di circa 7-8 metri davanti alla spiaggia del parco di San Rossore.

Per provare ad inabissare la carcassa sono state necessarie 11 ore di lavoro, compresi i viaggi. La zavorra che dovrà essere utilizzata domani sarà indicativamente di almeno 10 tonnellate contro il peso di circa due usato oggi. A ostacolare l'affondamento non solo le leggi fisiche legate all'ingresso in acqua, l'enorme capienza polmonare della balena, ma anche i gas di decomposizione presenti all'interno della carcassa.

Le difficoltà emerse hanno sorpreso fino a un certo punto gli operatori "perché si tratta - spiega Fabrizio Serena, responsabile Area Mare di Arpat - dell'unica esperienza nel mondo di un affondamento di un animale di una tale mole e la giornata di oggi serviva anche a trovare i giusti equilibri.

Si è deciso di affondare la carcassa perchè questo servirà per tornare periodicamente a studiarla in fondo al mare, perché le carcasse dei grossi cetacei sono risorse energetiche importantissime per l'ecosistema marino e per studiare il particolare ecosistema che si verrà a formare sulla carcassa di questa balenottera.

Fonte: ANSA.it

1 commento:

Lidia_geco ha detto...

Moltooooo interessante, Anguillina!!!!!!!
Bacio bacio