sabato 19 marzo 2011

Dove c'è il ghiaccio c'è Leonardo D'Imporzano!


Questo è l'articolo comparso sul sito del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano sul nostro amico Leonardo D'Imporzano che nello scorso week end è tornato ad immergersi sotto il ghiaccio.

Gli sport estremi richiedono molto allenamento, ma spesso non basta. E’ necessario indagare i limiti fisiologici dell’organismo e fare serie valutazioni scientifiche. Per fare questo è importante che atleti e medici creino dei team affiatati come nel caso di Leonardo D’Imporzano, primatista mondiale di apnea, che ha offerto la sua preziosa collaborazione all’associazione “5 Terre Academy” che insieme al Centro Iperbarico Sassarese, diretto dal Dottor Alfonso Bolognini, svolge nel programma di ricerche in medicina subacquea ed iperbarica.

L’ultima impresa di D’Imporzano è stata quella di immergersi nel lago ghiacciato a Cerreto Laghi (1.344 mt), una frazione del comune di Collagna a circa 2 chilometri dal Passo del Cerreto, nel Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano.

Scopo dell’immersione-esperimento era quello di valutare la risposta cardiaca in condizioni di temperature estremamente basse (stress ipossici) in ambienti iperbarici (bassa pressione).

Questo tipo di attività è seriamente sconsigliato e certo solo il giovane atleta spezzino, studente in medicina appassionato di immersione in laghi ghiacciati, può affrontare un rischio simile. D’Imporzano, infatti, detiene il primato mondiale di apnea lineare sotto i ghiacci e senza pinne e ha una lunga esperienza che lo ha portato ad immergersi con alcuni tra i più grandi apneisti, come Gianluca Genoni, Karol Meyer e con Patrick Musimu.

L’esperimento sotto i ghiacci del lago del Cerreto – hanno spiegato gli esperti dell’associazione 5 Terre Academy – consiste nel percorrere più volte la distanza di 15 metri tra il foro artificiale, realizzato sulla superficie del lago, e una apertura naturale. Ad ogni emersione sono stati raccolti i valori fisiologici per studiare le risposte dell'organismo ai problemi compensatori e la risposta cardiaca a intensi stress per carenza d'ossigeno in ambienti iperbarici. E’ noto infatti che quando la temperatura del corpo scende sotto i 35 gradi centigradi l’organismo comincia a risentirne. Prima di tutto si ha una riduzione dell’afflusso del sangue alla periferia del corpo, il sangue viene dirottato ai visceri per cercare di mantenere stabile la temperatura. Segue una vasodilatazione delle masse muscolari profonde. Se questo non basta a ristabilire le condizioni l’ipotalamo inizia a produrre ormoni endocrini per stimolare il sistema simpatico, e di conseguenza aumentare la frequenza cardiaca e la circolazione sanguigna. Infine, l’ipotalamo passa a stimolare le ghiandole surrenali e la tiroide allo scopo di aumentare il metabolismo.
Un sistema fisiologico efficiente, visto che la produzione muscolare fa aumentare il calore da 10 a 20 volte, ma sfortunatamente è un effetto a breve termine, perché il calore sviluppato viene dissipato rapidamente nell’ambiente.

I dati raccolti a Cerreto Laghi sono i primi di una lunga serie di rilevamenti per un progetto che durerà diversi anni. Questi risultati verranno, infatti, confrontati con quelli che, d'estate, saranno raccolti in mare, alle Cinque Terre.

SEMPLICEMENTE.... GRANDE LEO!!

2 commenti:

gavriol ha detto...

come sempre Grande Leo !!!

voxoflow ha detto...

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