martedì 31 maggio 2011

Tre giorni intensi


Come vi ha già anticipato Ilaria, il 27-28-29 maggio sono stati tre giorni molto intensi, vissuti accanto al Pluricampione Mondiale Gianluca Genoni: sicuramente un'occasione per approfondire molte tematiche relative all'apnea, e perchè no, per migliorarsi tecnicamente.

Cercherò di riassumervi le lezioni teoriche, la lezione in piscina ed infine le uscite in mare, sperando di trasmettervi, almeno in parte, l'assoluta competenza ed il senso di grande professionalità che Gianluca ha comunicato a me ad agli altri partecipanti.


Il ritrovo era fissato per venerdì pomeriggio presso la sede dell'Associazione Sportiva La Rotonda di Lerici, dove ci attendevano già Ilaria e Alessandro e dopo un giro di strette di mano e presentazioni d'obbligo, sono subito cominciate le lezioni teoriche.
Che dire... fisicamente Gianluca è proprio come me lo aspettavo dopo aver visto le sue foto ed i filmati dei record: un ragazzone imponente, un fisico direi da nuotatore, molto alto e slanciato, mentre ciò che mi ha sorpreso da subito è la sua simpatia e la sua disponibilità.

Il primo argomento toccato è stato ovviamente, la RESPIRAZIONE: un atto naturale, spontaneo, ma che è alla base della riuscita delle nostre apnee.
Per questo dobbiamo privilegiare sempre la respirazione diaframmatica, riempiendo i polmoni dalla loro base, fino alle loro estremità, poste più in alto.
Dovremo nella fase preparatoria inspirare in modo profondo, "gonfiando" prima la parte bassa e poi la parte alta, ed espirare in maniera inversa, più lentamente; l'espirazione deve durare più o meno il doppio dell'inspirazione.
Dovremo sentirci rilassati, tranquilli, allontanare i pensieri e lasciarci andare ad una sensazione di benessere, senza contrarre inutilmente i muscoli bruciando prezioso ossigeno.
L'importante è utilizzare al meglio i nostri volumi polmonari, riducendo al minimo il consumo basale di ossigeno.
Sembrerebbe facile vero?
Allora vi darò qualche numero, per riportarvi sulla Terra: Gianluca riesce in scioltezza a superare gli 8 minuti di apnea statica, che diventano 18' e 3'' dopo aver respirato ossigeno puro. Pazzesco.
E diventa ancora più interessante ascoltare le sue parole mentre ci descrive l'esperienza di trattenere il fiato per un tempo del genere: ci confessa infatti di non essere arrivato al suo "limite", di non aver "forzato".
E' stato questo un tema interessante da affrontare, visto che molte volte o per spirito venatorio, o perchè ci sentiamo particolarmente in forma tendiamo ad esagerare, a voler aggiungere troppi metri o troppi secondi tutti insieme, rischiando di incorrere in incidenti che possono diventare gravi se non letali.
Il messaggio forte che ci ha dato è di incrementare sempre per gradi, ascoltando il nostro fisico senza forzarlo, perchè dopo un certo limite anche piccoli incrementi di prestazioni richiedono molto allenamento e preparazione.

Poi abbiamo analizzato ciò che saremmo andati a fare da lì a poco in piscina, cioè esercizi da fermi (apnea statica) e percorsi con le pinne (apnea dinamica).




Ci siamo quindi spostati fino alla piscina di Sarzana, dove dopo esserci cambiati, ci siamo cimentati in qualche apnea statica.
Anche qui Gianluca ci ha consigliato di effettuare qualche apnea di riscaldamento, intervallata da 3 min di recupero completo, nei quali dovevamo mettere in pratica i principi di respirazione analizzati nella lezione teorica.
Partendo come detto da apnee brevi, abbiamo tutti superato abbondantemente i 4 minuti, in tranquillità, senza forzare, senza contrazioni ma solo provando sensazioni piacevoli.
Rilassarsi, lasciarsi andare, arrivare a svuotare la mente (personalmente parto avvantaggiato), non sentire il tempo che passa...
Sono sensazioni difficili da descrivere.
Eccoci quindi all'allenamento di apnea dinamica: riscaldamento e poi percorsi da 25+25, andata in stile e ritorno a delfino.
Alla fine ci abbiamo messo anche un "aspetto" sul fondo... e qui potevo dire la mia... visto che è il mio allenamento preferito.
Ma come primo giorno poteva essere abbastanza, e quindi via verso una mega pizzata tutti insieme.

Il sabato la lezione di teoria ha toccato dei temi più tipici dell'apnea in mare, effettuata quindi in profondità: la COMPENSAZIONE e le ATTREZZATURE.
Non starò a riassumervi tutto, ma ad esempio una cosa da tener bene a mente è quella di non arrivare mai al fastidio, ma se possibile compensare prima, evitando così dolore e possibili traumi. Mai forzare, i timpani sono soggetti a traumi e lesioni molto fastidiose e difficili da recuperare.
Inoltre bisogna tenere presente che anche i timpani si abituano alla pressione: cioè un'attività in cui andiamo ad una determinata quota regolarmente, "abitua" il fisico alla pressione e con esso anche i timpani, che tendono ad elasticizzarsi.
Gianluca ci ha raccontato di un suo piccolo incidente passato, dovuto ad un problema al timpano, mentre scendeva molto fondo sul cavo: visto che anche il centro dell'equilibrio risiede nell'orecchio, si è trovato a percepire il cavo come se questo fosse posto in diagonale, senza riuscire a mettere a fuoco... non dev'essere una bella sensazione.
Ma anche qui il saper mantenere la calma e l'esperienza maturata l'hanno portato a risalire senza complicazioni, per poi ristabilirsi in breve tempo.

Finalmente poi siamo usciti in mare, sul mitico Big Manta: anzi un saluto a Leonardo ed al Presidente che ci hanno accompagnati.
Le condizioni del mare non erano le migliori, anzi... ma abbiamo comunque trovato qualche metro di fondo ed una visibilità discreta per farci qualche tuffetto sul cavo.
Dopo qualche tuffo di riscaldamento per rompere il fiato, giù ad incrementare, fino a -16/17: purtroppo non c'era più fondo a disposizione, ma viste le condizioni e la scarsa visibilità possiamo ritenerci soddisfatti.
Abbiamo mirato a migliorare la tecnica di capovolta, di discesa e di postura generale... avevamo o no un Campione a disposizone per seguirci uno ad uno???
Dalle capovolte un pò troppo "irruenti", alle uscite "bizzarre"... insomma i classici errori che comunque da soli difficilmente potremmo risolvere.

Dopo essere rientrati a Lerici, piccolo briefing per analizzare e correggere le piccole imperfezioni di tutti noi, ma anche i progressi. E' stato un momento per riflettere ancora sul fatto che scendere senza problemi ad esempio a - 15 mt non deve portarci a voler incrementare troppo, e troppo rapidamente perchè dobbiamo considerare sia la pesata di piombo ma soprattutto il fatto che il nostro fisico deve abituarsi gradualmente a pressioni sempre maggiori.

La lezione di Domenica è iniziata con i bellissimi video dei record di Gianluca: senza fiato per davvero...
Cioè non vi nego che molti me li ero già visti su youtube, ma volete mettere sentire il protagonista che li commenta?
Bellissimo, davvero, sentire i suoi aneddoti sulle pescatrici di perle "ama", sulle loro attrezzature spartane, sulle loro credenze al limite tra la tradizione e la superstizione.
Ci ha poi spiegato le varie discipline: assetto costante, assetto variabile e No Limits, raccontando anche con rammarico di come ci siano poi altri tipi di pseudo-record fatti ad uso e consumo del pubblico televisivo, spesso credulone e ignorante in materia.
La lezione ha poi affrontato una parte più tecnica, sull'alimentazione e sull'allenamento specifico, in piscina, in mare ed a secco: pur essendo una disciplina in cui la parte "mentale" occupa una posizione determinante, ricordiamoci che essere allenati al meglio è fondamentale.
Basti pensare all'importanza che rivestono le gambe, la loro forza e resistenza, per una pinneggiata corretta e che non affatichi eccessivamente il cuore e tutto il fisico in generale.



Quindi, confidando in condizioni del mare migliori, siamo usciti in direzione Scoglio Ferale: mare decisamente più calmo, meno onda, visibilità migliore, ma una corrente decisamente forte.
Anche questa volta una serie di tuffi per rompere il fiato, poi giù fino a -23; pur non essendo una profondità proibitiva, vi assicuro che con corrente forte non è facile stare correttamente sul cavo, ma soprattutto si rischia di sprecare troppo fiato e troppe energie.
Sensazioni molto positive anche in questi tuffi più fondi, senza arrivare mai nemmeno vicino al limite, in tutta sicurezza, con Gianluca che ci seguiva uno ad uno, scendendo ed accompagnandoci negli ultimi metri di risalita.
Al rientro anche questa volta briefing ed una bella chiaccherata tutti insieme sulle attrezzature, visto che si era aggiunto anche Gianni di DallaColombina.

Che dire, sono stati 3 giorni molto belli e soprattutto molto utili, che non esiterei a ripetere ma che anzi mi sento di consigliare a tutti gli amanti di questa disciplina, perchè per quanto possiamo leggere, documentarci, provare da soli...
niente è come avere persone esperte e praparate, o meglio... un vero Campione che ci segue.

Ringrazio quindi Gianluca, che è stato veramente disponibile in tutto e per ultimi, ma non certo per importanza, Ilaria ed Alessandro che hanno pensato veramente a tutto nei minimi dettagli rendendo possibile tutto questo.

4 commenti:

gavriol ha detto...

Bravissimo Giacomo resoconto completo
Davvero 3 giorni intensi ma pieni di stimoli ...
Grazie a Voi che avete partecipato e alla Rotonda che ci ha supportato in questa esperienza

Giacomo ha detto...

e mi sono dimenticato di fare i complimenti al telefonino di Ilaria, che con un tuffo a dire il vero non molto profondo ma abbastanza lungo, ha dimostrato grande acquaticità ed ottima resistenza!

gavriol ha detto...

Davvero una prestazione memorabile !!!

ilaria ha detto...

ahahahahahaha!!!

ora sullo schermo c'è un effetto "marmorizzato" che mi invidiano in tanti!