lunedì 15 ottobre 2012

Praterie di corallo a Bergeggi

foto di Stefano Frascati
 
L'autunno si sta rivelando periodo di scoperte e il Mar Ligure è lo scenario di questi incredibili ritrovamenti.
Dopo il relitto della nave romana a La Spezia, anche nel versante occidentale della Liguria è stata fatta una fantastica scoperta, questa volta legata alla biologia!
 
Negli anni '70 qualcuno era sceso fino laggiù, a -110 metri sotto il mare di Bergeggi (Savona), su quella secca chiamata 'i Maledetti' di Bergeggi perchè la leggenda parlava di grandi colonie di coralli: quello rosso, preziosissimo, quello giallo come l'oro, quello nero che si diceva portasse sfortuna. Era leggenda, perchè l'uomo, a quella profondità, avrebbe potuto scendere solo con bombole a miscela di elio, pericolosissime. Chi, 40 anni fa, si immerse nel buio dei 'Maledetti' a cercare l'oro rosso mai tornò in superficie. E la leggenda continuò per anni a essere tale. Oggi, su quei fondali, i carabinieri del nucleo sommozzatori di Genova hanno mandato Pluto, il robot subacqueo che ha trovato proprio le grandi distese di corallo, il corallo di Bergeggi. Profondo, e rosso.
Una scoperta straordinaria, quella dei carabinieri che hanno lavorato con l'Università di Genova, l'Ispra e il comune di Bergeggi nell'area marina protetta dell'isoletta del savonese: grandi colonie di corallo rosso di grandi dimensioni e densità ma anche tanti altri organismi che hanno bisogno del buio degli 'orridi' marini per riprodursi: il corallo giallo, il falso corallo nero e il rarissimo corallo nero. La scoperta è stata possibile grazie a Pluto, il robottino subacqueo utilizzato dai carabinieri per le ricerche a grande profondità. E' stata la telecamera di Pluto a rimandare le immagini straordinarie di un ambiente marino popolatissimo di pesciolini rosa, coralli rossi e gialli, gorgonie rosse e arancio, zoantidei viola e azzurri. Un valore, dal punto di vista scientifico, elevatissimo. Ma mettere la testa sott'acqua a quelle profondità, in una zona che dovrebbe essere straordinariamente protetta proprio per la rarità della flora e della fauna e per la limpidezza dell'acqua, ha portato anche a scoprire decine e decine di metri di reti da pesca che coprono, come un velo velenoso, le rocce e le gorgonie. Già le concrezioni di madrepora le hanno fissate agli scogli, qualcuna ha asfissiato goiovanissimi rametti di corallo, altre creano disegni geometrici dove la natura dovrebbe essere spettinata. Un danno enorme perchè il nylon sott'acqua resiste oltre mille anni e la rimozione, a quelle profondità, è onerosa e complessa. Nylon che soffoca gli organismi 'strutturanti' come le gorgonie, velenoso al punto che potrebbe danneggiare anche le specie ittiche come le cernie, i dentici e i pagari che negli orridi cercano rifugio sicuro. Per tentare una bonifica, un recupero e la salvaguardia dei 'Maledetti', i carabinieri hanno effettuato una prima rimozione sperimentale sulla 'Secca del Banano' in modo da predisporre protocolli di bonifica da presentare alla Regione Liguria il cui settore Ecosistema costiero vanta esperienze specifiche nell'ambito del progetto Mare Pulito. Tutto questo permetterà di richiedere un ampliamento del sito di interesse comunitario marino, proposta sposata dalla regione Liguria e dal Ministero dell'ambiente e adesso in fase d'esame a Bruxelles.

Fonte: www.ansa.it

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