martedì 6 novembre 2012

Campagna contro il finning: precisazioni

 
 
Sotto potete leggere il testo inviato da Federica Barbera di Legambiente che ci spiega meglio il progetto per cercare di fermare il finning.
 
Il 21 novembre il Parlamento Europeo voterà la modifica del Regolamento sul finning, l’orrenda pratica che consiste nel tagliare le pinne degli squali rigettando poi in mare la carcassa. Malgrado il finning sia stato vietato dall’UE nel 2003 alcune le scappatoie legislative ne compromettono l’efficacia: i permessi speciali, ad oggi concessi unicamente da Spagna e Portogallo, permettono infatti ai pescatori di asportare le pinne di squali a bordo dei pescherecci.
La proposta della Commissione Europea, appoggiata anche dalla coalizione internazionale Shark Alliance, è quella di sbarcare gli squali con le pinne attaccate. Questo metodo, peraltro già utilizzato in vari Paesi (tra cui Stati Uniti e Taiwan), rafforza e semplifica i controlli, il monitoraggio e la raccolta dati sulle popolazioni di squali, una delle specie più minacciate degli oceani a causa della pesca intensiva e del mercato internazionale delle preziose pinne, vendute anche a 500 euro al chilo per soddisfare soprattutto il mercato asiatico, che considera la zuppa di pinne di pescecane una prelibatezza e uno status symbol.
Dopo sei anni di mobilitazione di associazioni ambientaliste e cittadini per salvare gli squali da una caccia indiscriminata, siamo ormai giunti agli ultimi decisivi passi nella lotta contro il finning e la mattanza degli squali: seguite le attività di Shark Alliance sul sito www.sharkalliance.org oppure su Facebook (http://www.facebook.com/pages/Shark-Alliance-Italia/117914591574410?fref=ts).
 
 

Nessun commento: